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Salento
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top
Il mwewSalento (mwfaSalentu e mwfqSalientu in mwfgromanzo salentino, Σαλέντο in mwfwgreco salentino e mwgaSalènde in mwgqtarantinocite-ref-2[2]) noto anche come mwhgpenisola salentina, è una regione storica, geografica e culturale della mwhwPuglia. Figurativamente costituisce il tacco dello mwiastivale italiano ed è la zona più orientale d'Italia.
Gli abitanti dell'area, che comprende l'intera mwigprovincia di Lecce, gran parte di quella di mwiwBrindisi e la parte orientale di quella di mwjaTaranto, si distinguono per caratteristiche mwjqstoriche, mwjgglottologiche e culturali diverse rispetto al resto della mwjwPuglia. Tali differenze culturali trovano origine nel sostrato greco che prevalse in alternativa di quello oscocite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]. Al sostrato greco antico si aggiungerà poi quello mwnabizantino in epoca medievale, accentuando così la differenza con il resto della Puglia.
Sotto il profilo giuridico, il Salento fin dal tempo del mwngRegno di Napoli (poi mwnwRegno delle due Sicilie) è quasi perfettamente coinciso con la circoscrizione territoriale denominata mwoaTerra d'Otranto, esistita fino all'mwoqunità d'Italia e successivamente ridenominata provincia di Lecce fino allo smembramento avvenuto nel 1923 e nel 1927 con la costituzione delle province di Taranto e Brindisi.
Contents
• Toponimo
• Clima
• Ambiente
• Flora
• Fauna
• Storia
• Cultura
• Politica
• Economia
• Turismo
• Porti
• Dhitech
• Eventi
• Festival
• Premi
• Fiere
• Sport
• Folclore
• Cinema
• Serie TV
• Note
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Toponimo
Il mwpqtoponimo Salento ha origini incerte; è ignoto agli antichi, i quali usano soltanto l'etnico mwpgSallentini o mwpwSalentinoi per indicare una parte degli abitanti della regione (l'altra parte era costituita dai mwqaCalabri). Il loro territorio coincide con la penisola salentina, abitata in origine dagli mwqqIapigi che i Greci chiamavano Messapicite-ref-6[6].
Uno studio di Mario Cusmai lo farebbe derivare da "salum", inteso come "terra circondata dal mare".
«Salento in
messapico
significherebbe "mare": ce lo confermerebbe
Verrio Flacco
che dice "Salentinos a salo dictos" (cfr. il greco hals, halòs e il latino salum, mare)»
(Verrio Flacco, Sul significato delle parole, fr. apud Sesto Pompeo Festo (II secolo d.C.))
L'ipotesi di mwswMarco Terenzio Varrone, invece, è quella di un'mwtaalleanza stipulata "in salo", ovvero in mare, fra i tre mwtqgruppi etnici che popolarono il territorio: mwtgCretesi, mwtwIlliri e mwuaLocresi.cite-ref-7[7] mwvqStrabone, nella sua opera mwvgGeografia cita i Salentini in quanto coloni dei mwvwcretesi:
(greco antico)
«Τοὺς δὲ Σαλεντίνους Κρητῶν ἀποίκους φασίν»
(italiano)
«Dicono che i Salentini siano coloni dei Cretesi.»
Inoltre, al principio dell'mwwwepoca imperiale (verso la fine del I sec. a.C.), lo stesso Strabone affermava che al suo tempo la maggior parte dei geografi e degli scrittori per indicare il Salento utilizzava intercambiabilmente i nomi di mwxaMessapia (dal nome dell'antica tribù dei mwxqMessapi, stanziata tutt'attorno al golfo di Taranto fin dall'epoca della Magna Grecia), mwxgIapygia (dal nome del popolo degli mwxwJapigi, comprendente tre tribù fra cui quella dei Messapi), mwyaSalentina (dal popolo dei Sallentini, stanziati in epoca romana sul versante ionico del Salento) e mwygCalabria (dal popolo dei Calabri, pure stanziati in epoca romana lungo il versante adriatico del Salento)cite-ref-8[8].
Con l'istituzione delle mwaqregioni augustee, intorno al 7 d.C., fu però prescelto il nome mwagCalabria: nacque così la mwawregio II Apulia et Calabria che comprendeva, oltre allmwba'mwbqmwbgApulia e alla già citata mwbwCalabria, anche i territori dei Sallentini e degli mwcaHirpinicite-ref-9[9]. Nel IV secolo in luogo della Regio II fu istituita la provincia di mwdqApulia et Calabria. Intorno al VII secolo fu eretto il mwdgducato di Calabria che si estese anche al Bruzio (l'attuale mwdwCalabria), finché nel secolo successivo i mweaLongobardi riuscirono a conquistare quasi tutto il Salento. Da allora in poi il toponimo Calabria trasmigrò alla terra che attualmente ne porta il nome, mentre il Salento fu considerato parte integrante della mweqPuglia. Successivamente dall'antico toponimo "Salentina" è stato tratto l'attuale nome della penisola.
Geografia
Estensione della penisola salentina
«Terra tra i due mari Adriatico e Ionio partendo da una linea condotta dal punto più interno del golfo di Taranto fino alla contrada del Pilone a nord di Ostuni. L'asse longitudinale di questa penisola è da prima diretto da WNW ad ESE dai colli di
Martina Franca
fino all'istmo salentino, dove è una strozzatura nel continente larga 36 chilometri, compresa tra la
Torre Rinalda
sull'Adriatico e quella di
Porto Cesareo
sullo Jonio. Di qui si ripiega bruscamente nella direzione NNW a SSE e va a terminare quasi in punta al Promontorio japigio o Capo di
Santa Maria di Leuca
. Due mari bagnano questa penisola
: l'Adriatico al Nord e all'Est, il Jonio al sud e all'Ovest. Essa si congiunge al continente italiano,lungo una retta, che partendo dalla foce del F.Tara, presso Taranto e passando per Martina,vada a far capo alla costa dell'Adriatico.
»
La penisola salentina, da un punto di vista meramente mwhwgeografico, è separata dal resto della mwiaPuglia da una linea ideale che dal punto più interno del mwiqGolfo di Taranto (nel territorio di mwigMassafra) arriva fino all'Adriatico, in corrispondenza della località di Pilone (nel territorio di mwiwOstuni) e dai colli di mwjaMartina Franca si protende nel Mediterraneo verso la Grecia e l'Albaniacite-ref-degiorgi-10-1[10].
Tuttavia, intendendo il Salento come un'entità mwkgculturale, più che geografica, si è soliti spostare i confini leggermente più a sud, lungo la linea che da Taranto, attraverso mwkwGrottaglie e mwlaCeglie Messapica, giunge fino a mwlqOstuni, la cosiddetta mwlgSoglia messapica.
Così definito, il Salento ha quali suoi vertici ideali:
• mwmgTaranto, nell'omonima provincia;
• Pilone, nel territorio di Ostuni in provincia di Brindisi,
• mwnqSanta Maria di Leuca, nel territorio di Castrignano del Capo in provincia di Lecce, che rappresenta il centro abitato più meridionale della Puglia.
La penisola salentina è il territorio più a Est d'Italia e mwnwPunta Palascìa o Capo d'Otrantocite-ref-11[11] ne costituisce l'estremità orientale, distante dall'mwpaAlbania 72mwpq km attraverso il mwpgCanale d'Otranto.
Geografia fisica
Il territorio è affacciato su due mari: la costa occidentale è lambita dallo mwrqIonio ed è caratterizzata solitamente da lunghe spiagge sabbiose mentre la costa orientale bagnata dall'mwrgAdriatico risulta essere solitamente rocciosa e a falesia. I due mari si incontrano tradizionalmente a mwrwSanta Maria di Leuca (Punta Meliso).
Da un punto di vista geografico, la penisola ha una configurazione mwsqpianeggiante in cui si distinguono pochi mwsgrilievi collinari nella parte settentrionale (mwswMurge tarantine e brindisine) e in quella meridionale (mwtaSerre salentine).
Il Salento può essere suddiviso in:
• mwuaMurge brindisine a nord-est;
• mwugMurge tarantine a nord-ovest;
• mwvaTavoliere di Lecce al centro;
• mwvgSerre salentine a sud.
Suddivisione per zone pedologiche
Per quanto riguarda una suddivisione per zone pedologiche, a nord, l'Alto Salento o Altosalento è caratterizzato dalla catena delle mwwgMurge che superano i 200mwww m e si estende attorno a mwxaOstuni e ad altri centri della parte centro-settentrionale della mwxqprovincia di Brindisi fino a lambire l'mwxgAdriatico; l'area è adibita a uliveti e alberi da frutto. Le Murge digradano lentamente fino a raggiungere la pianura salentina.
Affacciata a nord-ovest sullo mwyaIonio, l'area delle mwyqMurge tarantine presenta una morfologia nel complesso ondulata, con quote variabili a partire dal livello del mare fino ai 140mwyg m e si estende a est dal capoluogo mwywTaranto fino al confine tra l'mwzaomonima provincia e quella mwzqleccese; in quest'area vigneti e uliveti fanno da padrone, frazionati spesso in innumerevoli proprietà recintate da muri a secco e con la presenza costante del trullo (truddu), chiamata "pagghiara" nel leccese, quale costruzione rurale monumento della civiltà contadina. Innumerevoli anche le masserie e gli ovili (jazzi, in dialetto) oggigiorno in gran parte trasformati in strutture ricettive. In questa zona del Salento vi è la presenza di piccoli corsi d'acqua come i fiumi mwzgOstone, mwzwChidro e mw0aBorraco.
Al centro del Salento, la mw0gPiana messapica o Tavoliere di Lecce costituisce un'area pianeggiante estesa tra le province di mw0wLecce e mw1aBrindisi, adibita a vigneti, uliveti e campi di grano. A sud, nel cosiddetto basso Salento (considerato secondo la tradizione il territorio da mw1qMaglie in giù) detto anche Capo di Leuca (mw1glu Capu, la zona ancora più meridionale vicina al promontorio di mw1wSanta Maria di Leuca), l'area delle mw2aSerre salentine ha invece una morfologia variabile da leggermente ondulata a marcatamente ondulata, con poche aree pianeggianti e con quote variabili a partire dal livello del mare fino ai 196mw2q m della mw2gSerra dei Ciancicite-ref-12[12]. Le pendenze qui presenti possono essere ripide o addirittura trasformarsi in scarpate e il territorio risulta essere caratterizzato dalla presenza di uliveti, fichi d'india, muretti a secco e pagghiare.
Clima
La penisola salentina, essendo protesa nel mw4qmare, è caratterizzata da un clima più mw4gumido rispetto al resto della Puglia, dove invece la presenza dell'mw4wAppennino riduce l'apporto di umidità dei venti. L'umidità non si traduce in mw5aprecipitazioni, comunque più cospicue rispetto alla Puglia settentrionale, soprattutto nell'area orientale e adriatica, rispetto a quella occidentale ionica più secca; tuttavia determina una più netta alterazione della temperatura percepita. Le mw5qstagioni estive sono particolarmente afose ma spesso ventilate, mentre le mw5gstagioni invernali sono prevalentemente miti, ma non di rado si può assistere a giornate molto fredde o persino gelide, specie in presenza di mw5wvento da nord-est proveniente dai vicini Balcani.
Ambiente
Il paesaggio presenta molti elementi caratteristici. L'agro salentino è quasi ovunque coltivato e la vegetazione arborea è per lo più costituita da distese di mw7gulivi secolari, dai tronchi contorti e di grandi dimensioni. La proprietà terriera è generalmente suddivisa in piccoli appezzamenti, separati dai tipici mw7wmuretti a secco. La pietra è da sempre usata anche per realizzare diverse costruzioni a secco, impiegate dai contadini per riposare o per riporvi gli attrezzi da lavoro. Tali costruzioni (definite a seconda delle zone mw8afurnieddhi, mw8qpajare, ecc.) sono più simili ai mw8gnuraghi mw8wsardi che ai mw9atrulli pugliesi. Numerose sono le mw9qmasserie fortificate e non, risalenti per lo più al mw9gXVI, mw9wXVII e mw-aXVIII secolo; altra peculiarità del territorio sono le cosiddette mw-qcuneddhre, edicole votive situate anche nelle campagne con l'immagine del santo all'interno, e le chiesette rurali.
I paesi, in genere poco popolosi, hanno un aspetto tipicamente mediterraneo e sono caratterizzati dal bianco intenso delle costruzioni che li rende abbacinanti nelle giornate di sole. In un paesaggio orograficamente poco caratterizzato, essi spiccano quindi rispetto alla campagna, dominata dal colore rossiccio di un terreno dove è alta la presenza di mw-wferro, a differenza della Puglia centro-settentrionale, dove invece questa colorazione sanguigna è molto più rara. Da un punto di vista cromatico il mare assume una colorazione mw-ablu scuro se osservato dalle alte scogliere a strapiombo sul mar Adriatico, e più tenue ma vario nelle sue sfumature (mw-qverde smeraldo, mw-gverdino, mw-wceleste, ecc.) se osservato dalle spiagge sabbiose o dalle basse scogliere del mar Ionio. Lungo le coste di entrambi i mari, i centri abitati non sono numerosi; è però possibile ammirare le numerose e antiche torri costiere di avvistamento, di forma quadrangolare o circolare, costruite nel corso dei secoli per difendersi dall'arrivo delle orde piratesche.
Flora
Si stima che la flora nel Salento annoveri circa 1.500 specie.cite-ref-13[13] Una delle peculiarità della flora salentina è quella di comprendere numerose specie con mwaq8areale mediterraneo-orientale, assenti nel resto della penisola, e diffuse invece nella mwarapenisola Balcanica, condizione questa favorita dalla vicinanza delle opposte sponde adriatiche (tra mwareCapo d'Otranto e le coste mwarialbanesi ci sono solo 70mwarm km) e dalla presenza di condizioni ambientali analoghe. Sono presenti comunque anche numerose specie ad areale mediterraneo-occidentale, condivise con il resto della penisola.cite-ref-14[14]
Oltre che dai già citati mwarkoliveti secolari e mwarovigneti che caratterizzano il territorio, la vegetazione è anche costituita soprattutto dal mwarsfico d'India, che cresce spontaneamente sia all'interno sia lungo la costa, dal mwarwfico, che regala i suoi dolci frutti sul finire dell'estate e dal mwar0mandorlo, che inizia a fiorire solitamente a febbraio. In mwar4primavera, la terra sotto gli ulivi, il ciglio dei sentieri e delle strade, nonché gli interstizi dei muretti a secco, si ricoprono di fiori in un'esplosione cromatica che va dal rosso dei mwar8papaveri al giallo e al bianco delle mwasamargherite. Durante l'mwaseestate, il colore sanguigno della terra diventa protagonista con il verde della mwasimacchia mediterranea. Le bacche policrome annunciano poi l'mwasmautunno e il successivo mite mwasqinverno.
Tra le specie condivise con i paesi balcanici, la più maestosa è senz'altro la quercia vallonea (mwasyQuercus ithaburensis subsp. macrolepis), presente in Italia solo nel Salento meridionale, nei dintorni di mwaskTricase. Altra specie di quercia ad areale mediterraneo tipica del Salento è la quercia spinosa (mwasomwassQuercus coccifera) che qui forma boschi puri o misti con il mwaswleccio. Altre specie a diffusione balcanica sono il mwas0kummel di Grecia (mwas4mwas8Carum multiflorum), la poco diffusa erica pugliese (mwatamwateErica manipuliflora) e altre specie che popolano le mwatigarighe salentine quali lo spinaporci (mwatmSarcopoterium spinosum) e lo spinapollici (mwatuAnthyllis hermanniae).
Sulla costa rocciosa tra mwatgOtranto e mwatkLeuca si possono trovare specie endemiche della flora rupestre come il fiordaliso del Capo di Leuca (mwatomwatsCentaurea leucadea), l'alisso di Leuca (mwatwAurina leucadea), il garofano salentino (mwat4Dianthus japigycus), la campanula pugliese (mwauaCampanula versicolor), il cardo-pallottola spinoso (mwauimwaumEchinops spinosissimus) e il limonio salentino (mwauqLimonium japigycum), mentre sulle mwauydune crescono macchie di ginepro coccolone (mwaucmwaugJuniperus oxycedrus).
Notevole è anche la presenza di molte specie di mwauoorchidee spontanee, quali lmwaus'mwauwmwau0Anacamptis laxiflora, lmwau4'mwau8mwavaAnacamptis palustris lmwave'mwavimwavmOphrys apifera, lmwavq'mwavumwavyOphrys candica e la mwavcmwavgSerapias politisii che crescono nelle aree paludose, nei pascoli o tra la mwavkmacchia mediterranea.
Fauna
Per quanto concerne la fauna del Salento, vi si possono annoverare numerose specie di mwavwuccelli quali la mwav0gru, l'airone grigio (mwav4mwav8Ardea cinerea), il germano reale (mwawamwaweAnas platyrhynchos), il tarabuso (mwawimwawmBotaurus stellaris), la ghiandaia marina (mwawqmwawuCoracias garrulus), il fistione turco (mwawymwawcNetta rufina), il gheppio (mwawgmwawkFalco tinnunculus), nonché numerose specie di rettili, come mwawolucertole e mwawsgechi, di mwawwmammiferi, quali mwaw0ricci, mwaw4volpi e mwaw8faine, e di mwaxaartropodi, quali mwaxescorpioni, mwaxitarante e mwaxmlepidotteri come per esempio mwaxqAmata phegeacite-ref-15[15]. Da segnalare inoltre la presenza di mammiferi quali il tasso, il cinghiale, e più recentemente il ritorno del lupo appenninico.
Demografia
| Zona | Popolazione (ab) | Superficie (km²) | Densità (ab/km²) |
|---|---|---|---|
| Provincia di Lecce | 767 610 | 2 799,07 | 274,24 |
| Provincia di Taranto (parte orientale) | 352 322 | 1 016,86 | 365,83 |
| Provincia di Brindisi (parte centro-meridionale) | 317 521 | 1 675,23 | 195,5 |
| Totale Salento | 1 437 453 | 5 491,16 | 267,1 |
Centri più popolosi
Sono sette i comuni del Salento che registrano una popolazione superiore ai 30.000 (nel 2024):
Elenco dei comuni
| Comune | Provincia | Popolazione | Superficie (km²) | Densità (ab/km²) |
|---|---|---|---|---|
| Alessano | Lecce | 6 197 | 28,48 | 216 |
| Alezio | Lecce | 5 651 | 16,53 | 336,57 |
| Alliste | Lecce | 6 531 | 23,47 | 277,56 |
| Andrano | Lecce | 4 669 | 15,47 | 297,2 |
| Aradeo | Lecce | 9 035 | 8,51 | 1053,03 |
| Arnesano | Lecce | 3 991 | 13,47 | 294,32 |
| Avetrana | Taranto | 6 356 | 73,23 | 86,8 |
| Bagnolo del Salento | Lecce | 1 782 | 6,76 | 264,39 |
| Botrugno | Lecce | 2 668 | 9,68 | 273,64 |
| Brindisi | Brindisi | 83 771 | 328,46 | 251,58 |
| Calimera | Lecce | 6 835 | 11,14 | 611,36 |
| Campi Salentina | Lecce | 9 890 | 45,11 | 215,56 |
| Cannole | Lecce | 1 646 | 20,02 | 80,88 |
| Caprarica di Lecce | Lecce | 2 365 | 10,82 | 220,82 |
| Carmiano | Lecce | 11 710 | 23,66 | 483,09 |
| Carosino | Taranto | 6 688 | 10,80 | 611,89 |
| Carovigno | Brindisi | 16 891 | 158,42 | 152 |
| Carpignano Salentino | Lecce | 3 688 | 48,04 | 75,28 |
| Casarano | Lecce | 19 609 | 38,08 | 506,3 |
| Castellaneta [ N 1 ] | Taranto | 16 218 | 239,41 | 66,93 |
| Castri di Lecce | Lecce | 2 799 | 12,22 | 216,14 |
| Castrignano de' Greci | Lecce | 3 768 | 9,52 | 391,68 |
| Castrignano del Capo | Lecce | 5 194 | 20,27 | 250,07 |
| Castro | Lecce | 2 341 | 4,44 | 513,38 |
| Cavallino | Lecce | 12 600 | 22,34 | 556,29 |
| Ceglie Messapica | Brindisi | 19 004 | 130,32 | 143,95 |
| Cellino San Marco | Brindisi | 6 246 | 37,46 | 165,06 |
| Cisternino [ N 1 ] | Brindisi | 11 244 | 54,01 | 207,57 |
| Collepasso | Lecce | 5 739 | 12,68 | 448,71 |
| Copertino | Lecce | 23 326 | 57,76 | 398,53 |
| Corigliano d'Otranto | Lecce | 5 703 | 28,06 | 200,74 |
| Corsano | Lecce | 5 246 | 9,08 | 575,22 |
| Cursi | Lecce | 3 945 | 8,18 | 471,89 |
| Crispiano [ N 1 ] | Taranto | 9 292 | 111,81 | 117,29 |
| Cutrofiano | Lecce | 8 804 | 55,72 | 154,97 |
| Diso | Lecce | 2 915 | 11,56 | 255,25 |
| Erchie | Brindisi | 8 346 | 44,06 | 187 |
| Faggiano | Taranto | 3 442 | 20,91 | 163,44 |
| Fasano [ N 1 ] | Brindisi | 39 028 | 129,03 | 296,3 |
| Fragagnano | Taranto | 5 069 | 22,04 | 226,19 |
| Francavilla Fontana | Brindisi | 35 282 | 175,25 | 198,28 |
| Gagliano del Capo | Lecce | 5 022 | 16,14 | 302,53 |
| Galatina | Lecce | 26 026 | 81,62 | 314,89 |
| Galatone | Lecce | 15 060 | 46,54 | 319,88 |
| Gallipoli | Lecce | 20 159 | 40,35 | 489,06 |
| Ginosa [ N 1 ] | Taranto | 21 664 | 187,04 | 114,93 |
| Giuggianello | Lecce | 1 150 | 10,06 | 111,98 |
| Giurdignano | Lecce | 1 934 | 13,75 | 137,75 |
| Grottaglie | Taranto | 30 930 | 101,63 | 302,88 |
| Guagnano | Lecce | 5 559 | 37,79 | 146,17 |
| Laterza [ N 1 ] | Taranto | 14 914 | 159,39 | 92,54 |
| Latiano | Brindisi | 13 810 | 55,07 | 252,1 |
| Lecce | Lecce | 93 700 | 238,39 | 388,8 |
| Leporano | Taranto | 8 158 | 15,03 | 532,16 |
| Lequile | Lecce | 8 589 | 36,36 | 233,4 |
| Leverano | Lecce | 13 856 | 48,77 | 279,92 |
| Lizzanello | Lecce | 11 675 | 25,01 | 459,28 |
| Lizzano | Taranto | 9 679 | 46,21 | 205,15 |
| Maglie | Lecce | 13 746 | 22,36 | 606,62 |
| Manduria | Taranto | 30 006 | 180,41 | 166,32 |
| Martano | Lecce | 8 683 | 21,84 | 390,25 |
| Martignano | Lecce | 1 596 | 6,35 | 245,2 |
| Martina Franca [ N 1 ] | Taranto | 47 342 | 295,49 | 158,48 |
| Maruggio | Taranto | 5 244 | 48,33 | 106,87 |
| Massafra [ N 1 ] | Taranto | 31 879 | 125,62 | 255,03 |
| Matino | Lecce | 11 179 | 26,28 | 419,79 |
| Melendugno | Lecce | 9 934 | 91,03 | 107,62 |
| Melissano | Lecce | 6 827 | 12,42 | 543,98 |
| Melpignano | Lecce | 2 168 | 10,93 | 195,32 |
| Mesagne | Brindisi | 25 723 | 122,58 | 207,36 |
| Miggiano | Lecce | 3 393 | 7,64 | 435 |
| Minervino di Lecce | Lecce | 3 552 | 17,88 | 195,92 |
| Monteiasi | Taranto | 5 429 | 9,71 | 553,41 |
| Montemesola | Taranto | 3 629 | 16,20 | 220,88 |
| Monteparano | Taranto | 2 308 | 3,74 | 599,48 |
| Monteroni di Lecce | Lecce | 13 627 | 16,49 | 814,04 |
| Montesano Salentino | Lecce | 2 615 | 8,47 | 306,57 |
| Morciano di Leuca | Lecce | 3 121 | 13,39 | 229,99 |
| Mottola [ N 1 ] | Taranto | 15 450 | 212,28 | 72,21 |
| Muro Leccese | Lecce | 4 810 | 16,54 | 286,82 |
| Nardò | Lecce | 30 687 | 190,52 | 161,1 |
| Neviano | Lecce | 5 054 | 16,06 | 310,06 |
| Nociglia | Lecce | 2 177 | 10,9 | 195,6 |
| Novoli | Lecce | 7 766 | 17,8 | 429,54 |
| Oria | Brindisi | 14 697 | 83,47 | 175,65 |
| Ortelle | Lecce | 2 270 | 9,95 | 221,0 |
| Ostuni | Brindisi | 30 376 | 223,69 | 134,67 |
| Otranto | Lecce | 5 769 | 77.3 | 74,73 |
| Palagianello [ N 1 ] | Taranto | 7 557 | 43,19 | 172,3 |
| Palagiano [ N 1 ] | Taranto | 15 845 | 68,94 | 226,45 |
| Palmariggi | Lecce | 1 420 | 8,78 | 158,31 |
| Parabita | Lecce | 8 757 | 20,84 | 415,22 |
| Patù | Lecce | 1 635 | 8,54 | 188,15 |
| Poggiardo | Lecce | 5 892 | 19,80 | 295,19 |
| Porto Cesareo | Lecce | 6 194 | 34,66 | 176,32 |
| Presicce-Acquarica [ N 2 ] | Lecce | 9 518 | 43,06 | 221,04 |
| Pulsano | Taranto | 11 312 | 18,77 | 655,01 |
| Racale | Lecce | 10 746 | 24,47 | 442,4 |
| Roccaforzata | Taranto | 1 798 | 5,72 | 292,36 |
| Ruffano | Lecce | 9 455 | 38,82 | 237,98 |
| Salice Salentino | Lecce | 7 964 | 58,99 | 133,02 |
| Salve | Lecce | 4 546 | 32,8 | 137,47 |
| San Cassiano | Lecce | 1 974 | 8,55 | 225,09 |
| San Cesario di Lecce | Lecce | 7 956 | 7,98 | 983,44 |
| San Donaci | Brindisi | 6 235 | 34,20 | 183,17 |
| San Donato di Lecce | Lecce | 4 554 | 21,16 | 211,03 |
| San Giorgio Ionico | Taranto | 14 314 | 23,19 | 607,57 |
| San Marzano di San Giuseppe | Taranto | 8 936 | 19,03 | 465,66 |
| San Michele Salentino | Brindisi | 6 159 | 26,19 | 232,15 |
| San Pancrazio Salentino | Brindisi | 9 481 | 56,04 | 169,52 |
| San Pietro in Lama | Lecce | 3 442 | 7,93 | 419,76 |
| San Pietro Vernotico | Brindisi | 13 193 | 46,08 | 281,06 |
| San Vito dei Normanni | Brindisi | 18 313 | 66,36 | 273 |
| Sanarica | Lecce | 1 470 | 12,75 | 112,9 |
| Sannicola | Lecce | 5 736 | 27,32 | 207,53 |
| Santa Cesarea Terme | Lecce | 2 869 | 26,44 | 106,97 |
| Sava | Taranto | 15 327 | 43,98 | 343,89 |
| Scorrano | Lecce | 6 759 | 34,86 | 191,31 |
| Seclì | Lecce | 1 833 | 8,65 | 208,77 |
| Sogliano Cavour | Lecce | 3 938 | 5,17 | 738,84 |
| Soleto | Lecce | 5 257 | 20,46 | 172,92 |
| Specchia | Lecce | 4 597 | 25,1 | 183,15 |
| Spongano | Lecce | 3 508 | 12,42 | 282,45 |
| Squinzano | Lecce | 13 541 | 29,28 | 454,7 |
| Statte | Taranto | 13 236 | 97,32 | 196,61 |
| Sternatia | Lecce | 2 189 | 16,76 | 130,61 |
| Supersano | Lecce | 4 214 | 36,41 | 115,74 |
| Surano | Lecce | 1 568 | 8,99 | 174,42 |
| Surbo | Lecce | 14 517 | 20,78 | 698,6 |
| Taranto | Taranto | 186 476 | 249,86 | 756,69 |
| Taurisano | Lecce | 11 472 | 23,68 | 484,46 |
| Taviano | Lecce | 11 657 | 22,13 | 526,75 |
| Tiggiano | Lecce | 2 795 | 7,71 | 362,52 |
| Torchiarolo | Brindisi | 5 224 | 32,34 | 161,53 |
| Torre Santa Susanna | Brindisi | 10 217 | 55,77 | 183,2 |
| Torricella | Taranto | 4 192 | 26,93 | 155,66 |
| Trepuzzi | Lecce | 14 035 | 23,43 | 599,02 |
| Tricase | Lecce | 17 192 | 43,33 | 396,77 |
| Tuglie | Lecce | 5 150 | 8,5 | 605,88 |
| Ugento | Lecce | 12 197 | 100,4 | 121,48 |
| Uggiano la Chiesa | Lecce | 4 395 | 14,46 | 303,94 |
| Veglie | Lecce | 13 634 | 61,35 | 222,23 |
| Vernole | Lecce | 6 877 | 60,57 | 113,54 |
| Villa Castelli | Brindisi | 9 010 | 35,15 | 256,33 |
| Zollino | Lecce | 1 899 | 9,95 | 190,85 |
| Totale comuni salentini | | 1 292 105 | 5 235,17 | 246,81 |
| Totale comuni | | 1 715 233 | 7 127,44 | 240,65 |
cite-note-geo-161. Comune appartenente solo geograficamente e/o non appartenente culturalmente al Salento ma al Grande Salento.
cite-note-172. Comune istituito il 15 maggio 2019 dalla fusione dei precedenti comuni di mwb5wPresicce e mwb50Acquarica del Capo.
Storia
«E qui ne' Salentini / i suoi Cretesi Idomeneo condusse.»
«I Greci chiamarono la Calabria Messapia dal nome del loro comandante, e prima ancora Peucezia, da Peucezio, fratello di Enotro, che risiedeva nel territorio del Salento.»
(Plinio il Vecchio - Storia naturale, III, 99. Traduzione di Giuliano Ranucci)
In epoca preromana nel Salento vivevano i mwb7wMessapi, una tribù di mwb70Iapigi a cui si ricollegavano anche i Calabri e i Sallentini (dai quali ultimi prese nome il Salento). Il centro di maggiore importanza era Brindisi grazie alla lavorazione del bronzo e dei metallicite-ref-18[16]. Successivamente con la fondazione della colonia spartana di mwb8qTaras, i Messapi furono poi gradualmente assorbiti dai Tarantini, portando a conflitti descritti da mwb8uErodoto. Anche mwb8yStrabone, in un passo de mwb8cGeografia, afferma esplicitamente che quando Brindisi era governata dai re, si vide togliere gran parte dei suoi territori da parte dei Tarantinicite-ref-19[17]. Sotto il governo di Archita, la colonia spartana divenne il più importante centro culturale della Magna Grecia, ed estese la sua protezione su di un'altra colonia magnogreca; l'odierna città di Gallipoli in chiave antiromana. Dopo i conflitti tra mwb8wRoma e Taranto, il Salento si latinizzò e contribuì alla nascita della mwb80letteratura latina con mwb84Ennio e mwb88Pacuvio. mwb9aBrindisi divenne una mwb9ecolonia di diritto latino, e Taranto ospitò una mwb9icolonia romana. La mwb9mguerra sociale portò alla concessione della cittadinanza romana.
Brindisi divenne un importante porto di transito per i romani diretti in mwb9uGrecia. Il mwb9yperiodo bizantino e le incursioni mwb9csaracene segnarono la storia del Salento, con la costruzione del limes bizantino. Nel mwb9gX secolo, i Saraceni attaccarono il Salento, ma furono contrastati dai Bizantini.
Nel mwb9o927, Taranto fu occupata dai Musulmani ma successivamente ricostruita. Nel mwb9s1088, fu fondato il mwb9wPrincipato di Taranto. Nel mwb901480, mwb94Otranto fu invasa dai mwb98Turchi. Le mwb-adominazioni spagnole e mwb-eborboniche caratterizzarono la regione unita sotto la divisione amministrativa denominata mwb-iTerra d'Otranto. Vi fu un periodo di fioritura artistica nel mwb-mXVI-mwb-qXVIII secolo, con il mwb-uBarocco a mwb-yLecce e il movimento dei "Eguali" guidato da mwb-cCiro Annicchiarico.
Dopo l'mwb-kUnità d'Italia nel mwb-o1865, fu creata una circoscrizione statale con Lecce come capitale. Durante il mwb-sfascismo, furono istituite le mwb-wprovince di Taranto e mwb-0Brindisi e avviata una bonifica contro la mwb-4malaria con l'uso del mwb-8DDT.
Cultura
Sia dal punto di vista mwb-ilinguistico sia da quello mwb-marchitettonico, mwb-qfolkloristico ed enogastronomico, la Penisola salentina si caratterizza per tratti comuni che la distinguono dal resto della regione.
Una questione da tempo dibattuta è quella relativa ai confini culturali del Salento, che non corrisponderebbero ai limiti geografici della Penisola salentina ma delimiterebbero un territorio più piccolo, variabile a seconda dell'elemento caratterizzante che viene preso in considerazione. Nell'opera "mwb-yil Salento di Cosimo De Giorgi: viaggio nelle tre province di Brindisi, Lecce e Taranto"cite-ref-20[18], attuale riedizione dell'originale "mwb-sla Provincia di Lecce. Bozzetti di viaggio"cite-ref-spacciante-21-0[19] si evidenzia il legame storico culturale ed economico tra le tre province oltre l'aspetto geografico. De Giorgi nella prefazione all'opera parla del rinnovato interesse culturale che si realizzò nella seconda metà dell'Ottocento circa la Terra di Otranto, a cui segue un elenco di opere di storia ed archeologia sugli usi e costumi della Terra di Otranto, intrecciando una fitta rete di legami storico culturali tra le più importanti città della regione storica: Lecce, Taranto, Brindisi e Gallipolicite-ref-22[20].
La convenzione qui seguita, mwcauprecedentemente definita, pone fuori del Salento i territori (che da un punto di vista amministrativo afferiscono oggi a Province almeno in parte salentine) di mwcayMassafra, mwcacStatte, mwcagCrispiano, mwcakMartina Franca, mwcaoCisternino e mwcasFasano, questi ultimi due comuni storicamente e, tutt’oggi, culturalmente nell’orbita del mwcawBarese. Ma nel caso in cui faccia da discriminante il dialetto, rimarrebbero fuori anche centri importanti come mwca0Taranto, mwca4Ceglie Messapica o mwca8Ostuni, mentre si arriverebbe a includere mwcbaEgnazia, nei pressi di Fasano, se si facesse riferimento alla cultura messapica, o Martina Franca, posta in piena mwcbeValle d'Itria, se si guarda all'architettura barocca,cite-ref-23[21] o ancora le tre province per intero se si prendesse in considerazione l'antica mwcbyTerra d'Otranto ricalcante il nuovo concetto di Grande Salento.
In Salento sopravvivono due minoranze culturali: la Grecìa Salentina suddivisa in nove comuni della provincia di Lecce in cui spicca l'uso del mwcbggriko, lingua ellenofona e l'antica Arberìa tarantina a mwcbkSan Marzano di San Giuseppe in Provincia di Taranto, in cui sono ancora vivi la lingua e i costumi mwcboArbereshe.
Profilo linguistico
I dialetti
Nel Salento, tra mwcb4Ostuni, mwcb8Ceglie, mwccaTaranto a nord, e mwcceGrottaglie, mwcciFrancavilla Fontana, mwccmSan Vito dei Normanni a sud cade la linea di confine fra le due grandi famiglie dei dialetti dell'Italia meridionale. I mwccqdialetti salentini sono molto diversi da quelli della Puglia centro-settentrionale: a differenza di questi ultimi, appartenenti alla tipologia dei mwccudialetti italiani meridionali, essi sono classificati come mwccymeridionali estremi e costituiscono una variante della mwccclingua siciliana, molto simili in particolare al siciliano orientale. Esemplare, a tal proposito, la confusione su cui giocò il cantante e attore mwccgDomenico Modugno, cresciuto a mwcckSan Pietro Vernotico, che per lungo tempo fu considerato siciliano e per tutta la carriera interpretò personaggi siciliani al cinema e in teatro.
Perché a Taranto non si parla il salentino
Il dialetto tarantinocite-ref-24[22] si è differenziato da quelli salentini durante il periodo bizantino e longobardo.
Il dialetto attualmente parlato a Taranto si è poi sviluppato in maniera ancora più autonoma dalla metà del XX secolo. Leggendo infatti vecchi testi dialettali risalenti agli anni trenta-quaranta (tra i quali quelli di Tommaso Gentile), si scopre che la fonetica era molto più vicina a quella salentina, in quanto le pre e post-toniche venivano ancora pronunciate distintamente, si usavano gli articoli determinativi lu e li, così come altri accorgimenti.
Oggi in città convivono due tipi di accenti, a seconda della zona e della provenienza degli abitanti immigrati in loco: uno prettamente tarantino e l'altro più simile al salentino.
Di fatto, i comuni orientali della provincia, anche quelli molto vicini alla città (come San Giorgio Jonico) hanno un dialetto salentino.
Le differenze tra il dialetto salentino e il pugliese riguardano tanto la fonetica quanto l'aspetto lessicale e della costruzione periodale. Tale costruzione influenza anche il cosiddetto "italiano regionale", per esempio, con la tendenza a porre il verbo alla fine della frase ("mwcdaChi è?" "mwcdeIo sono") e, nell'area di mwcdiMartano, a utilizzare (come in Sicilia e Calabria Centro-Meridionale) un unico tempo perfetto per le azioni finite, indifferentemente da quanto tempo è passato dallo svolgimento dell'azione, cioè senza distinguere tra passato prossimo e passato remoto (esattamente come il perfetto del latino). Tale tempo perfetto possiede terminazioni simili al passato remoto italiano, per cui è quasi sempre erroneamente confuso con questo (se fosse "remoto" dovrebbe riguardare solo azioni compiute da un tempo, appunto, remoto). Per esempio: "mwcdmChe dicesti?" per "mwcdqChe hai detto?".
Per quanto riguarda la fonetica, nel dialetto pugliese tutte le vocali, a eccezione della mwcdya protonica, hanno perduto ogni vivacità di colore accostandosi alla mwcdce muta francese, mentre le vocali accentate sono diventati dei dittonghi dalle tinte svariate. Nel salentino, invece, non ci sono vocali indistinte, ma ci sono cinque vocali (mwcdgsistema pentavocalico siciliano); la mwcdko chiusa si cambia quasi sempre in mwcdou, mentre la mwcdse chiusa accentata si cambia in mwcdwi.
È inoltre possibile operare una distinzione tra mwcd4dialetto leccese e mwcd8dialetto brindisino: in quest'ultimo anche la "e" non accentata (in particolare quando è in finale di parola) viene resa sempre con "i" (mwcealu mari invece di mwceelu mare), il gruppo "ll" viene reso con "dd" (mwceicavaddu) anziché con il corrispondente suono invertito "ḍḍhr" (leccese mwcemcavaḍḍhru), il gruppo latino "str" rimane pressoché inalterato, mentre nel leccese viene reso con "sc" ("nostro" in brindisino è mwceqnueštru, in leccese mwceunesciu). Si nota la tendenza a troncare i verbi all'infinito, mentre il leccese si contraddistingue per non troncare mai le parole (anzi nel completare con una vocale anche gli apporti stranieri terminanti in consonante, come mwceycàminu per mwceccamion, mwcegpendentìffi per mwcekpendentif). Nel leccese, infine, non viene quasi mai pronunciata la lettera "v" (mwceouluntà in luogo di mwcesvuluntà); in caso di incontro tra due vocali (specialmente se identiche) viene sostituita da una mwcewb (betacismo): mwce0addù sta' bbài?, "dove stai andando?" (Lecce). Un dialetto dai tratti misti è quello parlato ad mwce4Avetrana, che è di cadenza prevalentemente brindisina però presenta somiglianze al leccese: mwce8addò sta' bbai? (Avetrana), mwcfauluntà (Avetrana).
Il mwcfidialetto tarantino, solitamente classificato come appartenente ai mwcfmdialetti apulo-salentini di transizione, è parlato a Taranto e in alcuni comuni della provincia a nord-ovest del capoluogo, esterni al Salento. Allo stesso modo, in provincia di Brindisi, i dialetti parlati a mwcfqOstuni, mwcfuCeglie Messapica, mwcfyVilla Castelli e mwcfcSan Michele Salentino (oltre a quelli di mwcfgFasano e mwcfkCisternino) sono da ritenersi mwcfoapulo-baresi, con influenze salentine più o meno marcate.
La Grecìa salentina e le enclavi Arbëreshë
Nel territorio del Salento esistono inoltre alcune peculiari minoranze etnico-linguistiche.
In buona parte della regione storica della mwcf4Grecìa Salentina, nel Salento centrale, si parla un dialetto neo-greco noto come mwcf8grecanico o grico. Il mwcgaParlamento italiano ha riconosciuto la comunità greca del Salento come mwcgegruppo etnico distinto e come minoranza linguistica con il nome di "minoranza linguistica grica dell'etnia grico-salentina".
Il territorio della Grecìa salentina, caratterizzato da un'identità culturale a sé stante, comprende però un'area un po' più vasta della sola isola linguistica e racchiude undici comuni, nove dei quali di lingua ellenofona, per un totale di 54.278 abitanti (dati Istat al 31 dicembre mwcgm2005): a mwcgqCalimera, mwcguCastrignano de' Greci, mwcgyCorigliano d'Otranto, mwcgcMartano, mwcggMartignano, mwcgkMelpignano, mwcgoSoleto, mwcgsSternatia e mwcgwZollino della mwcg0provincia di Lecce, si aggiungono mwcg4Carpignano Salentino e mwcg8Cutrofiano, di recente ingresso e non ellenofoni.
Un'altra mwcheisola linguistica salentina è costituita dall'Arberia, ossia una zona della provincia di Taranto che mantiene vive le tradizioni della cultura mwchiarbëreshë. A partire dal mwchmXV secolo, infatti, con la diaspora albanese guidata da mwchqGiorgio Castriota Skanderbeg, si è stabilita nel Salento una piccola minoranza linguistica arbëreshë attorno al comune di mwchuSan Marzano di San Giuseppe (il centro arbëreshë più popoloso in Italia), così come avvenuto anche in altre regioni del mwchyMezzogiorno.
Estratti dai dialetti
Segue un confronto basato sul mwchkPadre Nostro fra dialetto tarantino e dialetto salentino, nelle versioni settentrionale (brindisino), centrale (leccese) e meridionale:
| Táte nuéstre (tarantino) |
|---|
| Táte nuéstre ca stéje jindr'a le cíjele cu ssije sandefecáte 'u nóme túve cu avéne 'u règne túve cu ssija fatte 'a vulundá' ttóve a ccume 'Ngíjele accussíne 'ndèrre . Dànne ósce a nnúje 'u páne nuèstre e pp'ogne ggiúrne e llívene a nnúje le díebbete nuèstre a ccúme nú' le leváme a lle debbetúre nuèstre e nnò ffá' ca n'abbandúne à 'ndendazzióne ma lìbberene d'ô mále . Àmën . |
| Tani nueštru (brindisino) |
|---|
| Tani nueštru ca štaj a 'n'cielu cu ssia santificatu lu nomi tua cu veni lu regnu tua cu ssia fatta la vuluntà tova comu a 'n'cielu cussì a 'n'terra tanni osci lu pani nueštru sciurnalieru e pirdùnini li piccati nueštri comu nui li pirdunamu alli debbituri nueštri e no ndi 'ndùciri 'n'tantaẓẓiuni ma lìbberandi ti lu mali . E cussì ssia . |
| Paṭre nešciu (leccese) |
|---|
| Sire nešciu ca staj an cielu cu ssia santificatu lu nume tou cu bbegna lu regnu tou cu ssia fatta la uluntà toa comu a 'n'cielu cussì a 'n'terra danni osce lu pane nešciu sciurnalièru e perdùnani li peccàti nešci comu nui li perdunàmu alli debbitóri nešci e nun nni 'ndùscere 'n'tentaẓẓióne ma lìbberani te lu male . E cussì ssia . |
| Padre nošciu (salentino meridionale) |
|---|
| Sire nošciu ca staj'n'cielu cu ssia santificatu lu nome tou cu vvegna lu regnu tou cu ssia fatta la vuluntà toa comu'n'cielu cussì'n'terra danne osci lu pane nošciu sciurnalièru e pirdùnane li piccàti nošci comu nui li pirdunàmu alli debbitóri nošci e nun nne 'nnùscere 'n'tantaẓẓióne ma lìbberane de lu male . E cussì ssia . |
Architettura e urbanistica
Il paesaggio architettonico richiama le città della mwciyGrecia per la predominanza assoluta delle case bianche "a calce", senza tetto (con solaio), soprattutto in mwciccampagna e sulla mwcigcosta, ma i mwcikcentri storici sono caratterizzati dal mwciobarocco leccese, un lascito spagnolo del mwcisPlateresco, che rispetto al mwciwbarocco del resto d'Italia si spoglia della sovrabbondanza pittorica degli interni e trasforma le facciate esterne di chiese e palazzi in veri arazzi scolpiti. In ciò, molta importanza ha avuto la locale "mwci0pietra leccese", tenera e malleabile e dal caldo colore giallo rosaceo.
Il cappellone della mwci8Cattedrale di San Cataldo di mwcjaTaranto con la sua cupola affrescata, le dieci nicchie e i marmi policromi è una delle testimonianze più ricche del barocco salentino. Fra gli artisti che hanno prestato la propria opera per la realizzazione del cappellone, vi è lo scultore napoletano mwcjeGiuseppe Sammartino.
La struttura tipica dei centri storici salentini, quindi, è caratterizzata da un tessuto molto compatto (non c'è separazione fra le case) di vicoli bianchi dalle pareti dipinte a calce sempre ravvivata (a eccezione della città di mwcjmLecce e dell'area di mwcjqMaglie, dove anche le case di civile abitazione sono costruite nella pietra bianco-rosacea proveniente dalle cave di mwcjuCursi) sui cui muri campeggiano gli accesi colori degli infissi, inframmezzati da palazzi nobiliari e chiese d'epoca barocca in pietra viva.
Tipica l'entità architettonico-urbanistica della mwcjccasa a corte di origine araba e diffusa anche in mwcjgSicilia. Molti vicoli, infatti, dispongono di quelli che apparentemente sono altri vicoli perpendicolari, ma si rivelano ciechi, terminando pochi metri più in là. Su tale spazio urbano, definito mwcjkcorte (dal latino mwcjocohorte, "spazio che comprende l'orto", "recinto"), si affacciano le porte e le finestre di molte abitazioni, con il voluto risultato di farne uno spazio di vita comune, una sorta di popolare salotto dove, nei tempi andati, molte famiglie vivevano gran parte della giornata chiacchierando, ricamando e aiutandosi nelle faccende domestiche.
In genere, oltre all'arredamento povero di piantine in vaso, in una corte non manca mai la caratteristica mwcjwpila comune, una sorta di lavatoio in pietra corredato di una parte scanalata (mwcj0stricaturu) su cui strizzare i panni. In alcune aree, addirittura, tali corti sono occultate da un portone (mwcj4mignano) che finge l'ingresso di un'abitazione, rivelandosi, una volta invece aperto, l'ingresso di questo spazio multi-familiare.
Tradizioni musicali
Di particolare interesse antropologico sono l'ormai estinto fenomeno del mwckutarantismo, una forma isterica di straordinario impatto scenico, e l'invece rimontante culto per la mwckypizzica pizzica, la musica tradizionale e battente che un tempo accompagnava anche i riti di guarigione delle tarantate, cioè delle donne che si credeva fossero state morse dalla mwckctarantola. In realtà, si trattava di un originale modo di manifestarsi dell'mwckgisteria. L'antropologo mwckkErnesto de Martino condusse degli storici studi sul fenomeno, poi confluiti nel classico testo "mwckoLa terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud".
Nella mwckwpizzica pizzica tradizionale si balla in coppia. La coppia non necessariamente deve essere formata da individui di sesso opposto: abbastanza comunemente danzano insieme due donne, mentre al giorno d'oggi è sempre più raro osservare due uomini ballare insieme, nonostante in passato la danza fra due uomini fosse molto più frequente di quella fra un uomo ed una donna. Un esempio di danza tra due uomini è riscontrabile, però, ancora oggi nella mwck0tradizione ostunese, dove è comune vedere due uomini ballare, dove uno dei due impersona, o meglio, imita ironicamente, il ruolo della donna.
Una menzione particolare merita la tradizionale mwck8pizzica-scherma (impropriamente detta anche "danza delle spade", ballata alla festa di mwclaSan Rocco il 16 agosto a mwcleTorrepaduli)cite-ref-25[23], in cui la pizzica assume ancor più chiaramente la forma di colonna sonora di uno psicodramma, di tipo maschile e "guerriero" piuttosto che femminile e "sensuale".
Negli ultimi anni quello della pizzica pizzica e della revisione formale del tarantismo, ormai svuotato dei suoi connotati antropologici tradizionali, in forme musicali contaminate e moderne ha assunto dimensioni di fenomeno culturale, al punto da farne il più caratteristico e famoso dei segni di riconoscimento del Salento, che esporta ormai ovunque, quasi come marchio di fabbrica, questa forma musicale.
Enogastronomia
La mwcmmcucina salentina è caratterizzata da numerosi piatti tipici, soprattutto a base di mwcmqverdure e mwcmupesce, ed è accompagnata da famosi e pregiati vini mwcmyDOC come il mwcmcPrimitivo di Manduria (Primatiu) o il mwcmgNegroamaro.
Fra gli alimenti più tipici si distinguono i mwcmopezzetti, uno spezzatino di carne di mwcmscavallo al sugo piccante, e la mwcmwmwcm0pitta di patate, una pizza bassa di patate contenente una gran quantità di ingredienti vegetali, quali cipolle, rape, pomodoro. Tipico anche il pane con le olive chiamato mwcm4mwcm8puccia e, per quel che riguarda la gastronomia "da passeggio", il mwcnamwcnerustico, una sfoglia sottile cotta in forno contenente un impasto di besciamella, mozzarella, pomodoro, pepe ed occasionalmente noce moscata. Altro alimento tipico di tutta la regione mwcniPuglia, sono le mwcnmmwcnqfriseddhe o mwcnufrise, ciambelle di pane biscottato fino a una consistenza di grande durezza, realizzato spesso con grano d'orzo e tagliato a metà cottura in senso orizzontale, che va ammorbidito mediante breve immersione in acqua e quindi condita con mwcnypomodoro, mwcncolio d'oliva, mwcngsale e mwcnkorigano.
Diffuse anche sono le mwcnsmwcnwpittule (dette anche mwcn0pettule o mwcn4pettuli), frittelle di forma grossolana ripiene di rape, fiori di zucca, baccalà o senza ripieno che si gustano inzuppate nel mwcn8vino cotto. Sono preparate soprattutto d'inverno.
Molto rinomata è la pasticceria, più simile a quella siciliana che alla pugliese, in cui si distinguono il mwcoepasticciotto leccese, il mwcoifruttone, le bocche di dama, la mwcoqpasta di mandorla, lo mwcouspumone salentino.
Degno di nota è anche il "biscotto cegliese", candidato per il riconoscimento di prodotto tipico DOP, a base di mandorle tostate, uova e scorza di limone, con varietà ripiena di marmellata di amarene o melecotogne e ricoperto da una glassa a base di zucchero e di cacao, con mandorle provenienti rigorosamente da mwcocCeglie Messapica.
Politica
Il Salento, nonostante la sua uniformità, resta una regione soprattutto mwcooculturale senza dei veri riferimenti politici, nonostante più volte si sia cercato di identificare sotto un unico profilo mwcospolitico l'intero mwcowterritorio.
Nel mwco42006 i presidenti delle Province di Lecce, Brindisi e Taranto, nonché i sindaci delle rispettive città capoluogo, misero a punto il progetto "mwco8Grande Salento", un tavolo di consultazione permanente finalizzato a creare politiche comuni su mwcpacultura, mwcpeinfrastrutture, mwcpiuniversità, mwcpmturismo con l'obiettivo di sostenere la crescita socio-economica del territorio mediante interventi e strumenti finanziari coordinati.cite-ref-26[24]
Al progetto aderirono successivamente le mwcpkCamere di Commercio delle tre province che firmarono un protocollo d'intesa per la collaborazione finalizzata allo sviluppo commerciale. Proprio in riferimento a questi accordi, sono da intendersi anche i cambiamenti di denominazione dell'mwcpoUniversità di Lecce, ora "mwcpsmwcpwUniversità del Salento", e dell'mwcp0aeroporto di mwcp4Brindisi, ora "mwcp8mwcqaAeroporto del Salento".
L'operazione "Grande Salento" comprende le province di Lecce, Brindisi e Taranto nella loro interezza, a differenza del Salento propriamente detto, che non include alcuni comuni delle province di Taranto e Brindisi limitrofi alla mwcqicittà metropolitana di Bari. Vedi l'mwcqmelenco completo dei comuni salentini.
Economia
L'economia del Salento, un tempo prettamente agricola, ha subito, a partire soprattutto dagli mwcqyanni settanta, un notevole incremento dei settori mwcqcsecondario e mwcqgterziario che rendono tale zona una delle più ricche del Mezzogiorno d'Italia. Secondo il mwcqkSole 24 Ore la mwcqoprovincia di Lecce si colloca, nella classifica stilata per quantificare il benessere economico del 2009, al 44º posto, ben al di sopra di tante altre provincie settentrionali e al di sopra di tutte le altre provincie meridionali.cite-ref-27[25] La condizione economica generale è caratterizzata da un'evoluzione dinamica seppure ancora destinata a variare con le congiunture economiche, a causa della ancora scarsa variabilità del sistema produttivo salentino. La lontananza dai mercati, il costo del denaro e la mwcq8delocalizzazione imposta dalle condizioni di mwcraconcorrenza del mercato globalizzato sono alla base di una condizione industriale difficile, seppure florida se confrontata con le altre zone del Sud Italia.
Uno dei capitoli d'entrata economica più importante risulta essere il turismo: le bellezze del territorio, ed i numerosi eventi e intrattenimenti proposti, rendono il Salento una meta turistica sempre più ambita, non solo a livello nazionale.
Proprio in quest'area stanno prendendo piede inoltre alcuni fra i più innovativi progetti industriali nel campo delle mwcruenergie alternative.
Agricoltura
L'mwcrwagricoltura rimane una delle voci principali dell'economia salentina grazie alla produzione di mwcr0olio d'oliva e di mwcr4vino. Nel dopoguerra la coltivazione e manifattura del tabacco diedero un po' di sostentamento ai contadini e quasi il 50% dell'occupazione femminile con le tabacchine. Nel 1961 su mwcsa747 000 quintali della complessiva produzione italiana, più di un quinto era costituito dal tabacco levantino leccese. Si contavano all'epoca mwcse36 000 coltivatori, mwcsi80 000 tabacchine e 600 tecnici.
La coltivazione dell'olivo e quindi la produzione dell'olio, nel Salento, ha una tradizione antichissima e nonostante siano scarse le notizie circa l'epoca esatta in cui iniziò, ebbe sicuramente come centro di origine il mwcsqMediterraneo. Infatti, con ogni probabilità, l'olivo fece la sua comparsa per la prima volta nella mwcsuSiria per poi diffondersi nelle isole greche (mwcsyCipro, mwcscRodi e mwcsgCreta), in mwcskAsia Minore, in mwcsoGrecia ed infine, tra il VII e il VIII sec. a.C. anche nel Salento.
A portare l'olivo nella penisola salentina furono, probabilmente, i navigatori mwcswFenici. In ogni caso spetta ai Greci il merito della trasformazione dell'olivo selvatico in olivo coltivato. Infatti, proprio in Grecia si raggiunse grande esperienza nelle tecniche di coltivazione di questa importante coltura. In Grecia, inoltre, l'olivo era considerato una pianta sacra e pertanto si faceva largo uso dell'olio non solo come alimento, ma anche nei riti funerari o nelle premiazioni. Nell'ambito dell'economia salentina l'olivicoltura ha sempre rivestito un ruolo di primo piano. Nel corso della dominazione romana la superficie olivetata fu interessata da una notevole espansione ed il Salento, sotto mwcs0Augusto occupava il primo posto tra le aree olivetate. Anche i mwcs4Saraceni, tra l'VIII e il IX sec., nonostante le loro sistematiche devastazioni, favorirono l'espansione dell'mwcs8olivicoltura diffondendo una varietà di oliva: la 'cellina' o 'saracena'.
Forte impulso diede anche la presenza dei monaci basiliani, che dall'area orientale si trasferirono nel Salento perché perseguitati. Alla colonizzazione dei mwctibizantini va riconosciuto il merito d'avere istituito fiere e mercati per commercializzare più facilmente i prodotti agricoli. Un'ulteriore espansione delle aree olivetate viene rilevata anche durante il periodo della mwctmdominazione normanna.
La diffusione dell'olivicoltura comportò la nascita di intensi traffici commerciali che svolgendosi prevalentemente per via marittima consentì lo sviluppo di numerose città portuali. Inizialmente un fiorente commercio si concentrò nelle località di San Cataldo, Castro e Otranto intorno al XVI secolo, ma già a partire dalla fine del '500 e gli inizi del '600 Gallipoli crebbe tanto da essere riconosciuta quale la maggiore piazza commerciale europea in materia di olio. La sua importanza fu tale che le venne riconosciuto il privilegio di stabilire di anno in anno il costo dell'olio ed in cambio di questo pregiato prodotto qui si riversava ogni genere di merce dal cuoio, al lino, allo zucchero, ai legnami, fino al ferro. Qui venivano commercializzati anche gli scarti della lavorazione dell'olio e le qualità meno pregiate che venivano impiegate nella produzione di mwctusapone e frequenti erano gli scambi con mwctyMarsiglia, la capitale europea del sapone.
L'oliveto nel Settecento occupava ormai estensioni notevoli nel territorio del Basso Salento. Ciò è riconducibile alla politica economica di mwctgGiovanni di Borbone, che in futuro sarebbe divenuto il celebre Carlo III Re di Spagna, il quale incentivò la coltura dell'olivo promettendo in cambio ai latifondisti una riduzione delle tasse. La considerevole esportazione di olio riusciva ad assicurare oltre alla ricchezza dei produttori, anche notevoli guadagni alle casse dello Stato.
In epoca moderna la coltivazione dell'olivo e dell'olio, in particolare a partire dagli anni '90 del secolo scorso, ha perso impulso a causa della mancanza di manodopera e di ricambio generazionale, in particolare per i piccoli appezzamenti familiari, un tempo molto numerosi. Un altro duro colpo si è manifestato con la comparsa, nel 2009/2010 nell'entroterra di mwctoGallipoli, della mwctsxylella fastidiosa, un batterio che colpisce facendo rinsecchire le piante di olivo e che ha messo in ginocchio l'olivo-coltura del Salento.
La produzione viti-vinicola ha subito negli ultimi vent'anni una grande esplosione commerciale da quando il vino salentino, una volta utilizzato esclusivamente come mwct0vino da taglio per aumentare la gradazione dei vini settentrionali, ha iniziato a godere di una notorietà crescente come corposo ma raffinato vino da tavola. I più noti vini dell'area sono il mwct4Primitivo, il mwct8Negroamaro, il Rosato del Salento. Tra le altre produzioni agricole è diffuso anche il mwcuemandorlo, il fico, il mwcuipomodoro nel tarantino e, nel brindisino, il mwcumcarciofo. Per motivi climatici non attecchiscono, invece, alcune colture tipiche della mwcuqPuglia centrale, come il mwcuuciliegio. Negli ultimi anni la popolazione occupata nel settore primario è andata calando su tutto il territorio.
Artigianato
Le tradizioni più importanti dell'artigianato salentino sono l'antica e celebrata lavorazione della mwcugcartapesta leccese (famosi i "pupi" per presepe); la mwcukterracotta, con la produzione di campanelli e fischietti, e con i mwcuoquataràri (costruttori di recipienti in terracotta); la mwcusceramica (i cui maggiori centri di produzione sono a mwcuwGrottaglie, da cui ha origine il rinomato "galletto" presente sulle stoviglie in ceramica delle tavole salentine e pugliesi e in cui si producono i famosi "pumi" quali ornamenti rituali per balconi, ringhiere e abitazioni, e a mwcu0Cutrofiano); la lavorazione del mwcu4ferro battuto con cui si producevano anche i noti balconcini bombati dei palazzi; il mwcu8ricamo; la lavorazione artistica del mwcvavetro; la lavorazione del mwcvelegno; la lavorazione artistica del mwcvirame; la lavorazione delle calcarenite, del carparo e della pietra leccese con tecniche più moderne e nuove forme.
Industria
In merito al settore secondario, gioca un ruolo di primo piano l'area industriale di Taranto, la cui attrattività occupazionale presenta un forte fenomeno di pendolarismo. Nella città ionica sorgono gli stabilimenti mwcvwsiderurgici dell'mwcv0ArcelorMittal (ex Ilva) e dell'indotto, l'mwcv4arsenale militare e una grande raffineria dell'mwcv8Eni. In anni recenti tuttavia, la crisi della mwcwametallurgia ha ridotto l'occupazione in tale settore. Sempre nella zona industriale opera l'unico insediamento italiano della mwcweVestas, società che produce mwcwiimpianti eolici.
Brindisi ospita l'industria aeronautica, quella di materie plastiche e alcuni mobilifici. La città è, inoltre, leader per la produzione di mwcwqenergia elettrica in Italia. Sul territorio comunale insistono tre grandi centrali pertinenti ai gruppi mwcwuEnel, mwcwyEdipower ed mwcwcEniPower ed è inoltre prevista la realizzazione di un'importante centrale fotovoltaica.
L'area leccese è caratterizzata per lo più dalla piccola e media industria, soprattutto nel comparto del tessile-calzaturiero (Casarano) ed agroalimentare.
Il problema dell'inquinamento
Sia a Brindisi che a Taranto sono in progetto due mwcwsrigassificatori, fortemente osteggiati dalla popolazione e dalle autorità locali per motivi di sicurezza, in quanto ritenuti troppo vicini alle città, ai rispettivi porti e alle aree industriali.
Le preoccupazioni dei residenti sono anche motivate dai dati allarmanti relativi sia all'mwcw0inquinamento ambientale che all'aumento delle mwcw4neoplasie nell'area salentina. Sotto accusa, per quanto riguarda le emissioni annue di mwcw8anidride carbonica, sono in particolare la mwcxacentrale termoelettrica Enel di Brindisi sud, con 15.340.000 tonnellate, l'mwcxeIlva di Taranto con 11.070.000 e le centrali termoelettriche Edison di Taranto con 10.000.000 di tonnellate.
Nell'assenza di dati ufficiali, sono stati mwcxmreportage giornalistici o analisi condotte sul territorio dalle associazioni ambientaliste e dagli enti locali a evidenziare «mwcxqla presenza di mwcxupesticidi e mwcxymetalli pesanti oltre i limiti consentiti nelle coltivazioni di mwcxcortaggi destinati alla vendita, nel sottosuolo e nella falda profonda del territorio compreso tra Brindisi e Cerano».cite-ref-28[26]
Gli impianti dell'Ilva emettevano nel mwcya2002 il 30,6% del totale di diossina italiano, ma secondo le associazioni ambientaliste, la percentuale sarebbe salita nel mwcye2005 al 90,3%, contestualmente allo spostamento in loco delle lavorazioni "a caldo" dallo stabilimento di Genova.cite-ref-29[27] In base ai dati INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) del mwcyy2006, la percentuale si sarebbe infine assestata al 92%.
Nel dicembre mwcyg2008, la Regione Puglia ha approvato a maggioranza una legge regionale contro le diossine. La norma impone limiti alle emissioni industriali a partire da aprile mwcyk2009: l'Ilva, come le altre aziende, dovrà scendere a 0,4 nanogrammi per metro cubo entro il mwcyo2010.cite-ref-30[28] Nel febbraio mwcy82009, una modifica alla legge regionale ha però allungato i tempi per il primo taglio dei limiti di diossina a 2,5 nanogrammi per metro cubo, spostando dal primo aprile al 30 giugno l'entrata in vigore del limite stesso.cite-ref-31[29]
Il 22 ottobre 2012, l'allora Ministro della Salute Balduzzi presenta nel capoluogo tarantino il rapporto "Ambiente e Salute a Taranto: evidenze disponibili e indicazioni di sanità pubblica". Lo studio evidenzia un eccesso di incidenza per tutti i tumori del 20% circa.cite-ref-32[30] Nel dicembre 2012, in un consiglio comunale monotematico del Comune di Lecce, viene presentato il mwczkmwczoRapporto Registro Tumori 2012 che conferma la gravissima situazione di rischio tumori nel territorio delle province di Brindisi, Taranto e Lecce.
È interessante rilevare in proposito come nel piccolo centro di mwczwTorchiarolo nel mwcz02006 e nel mwcz42007 si sia ripetutamente superato il livello limite delle mwcz8polveri sottili, anche se l'mwcaaEnel ha ufficialmente negato che la causa principale possa essere imputata alla vicina centrale.cite-ref-33[31] In ogni caso, lmwcau'mwcayIstituto di scienze dell'atmosfera e del clima che ha sede presso l'Università del Salento, ha realizzato uno studio sull'inquinamento atmosferico con il quale si dimostra come a condizionare negativamente l'ambiente del Salento siano la centrale di Cerano e l'Ilva di Taranto.cite-ref-34[32]
Anche in provincia di Lecce vi sono delle imprese ritenute inquinanti; in particolare l'mwcawinceneritore di mwca0sansa esausta e di rifiuti speciali (mwca4CDR) della Copersalento (mwca8S.p.A) di mwcbaMaglie, che secondo le rilevazioni dell'mwcbeARPA avrebbe superato di 420 voltecite-ref-35[33]cite-ref-36[34] il limite di legge sull'emissione di mwcbodiossine. Altri impianti ritenuti a vario titolo inquinanti sono: il mwcbscementificio Colacem di mwcbwGalatina, l'inceneritore della Biosud a mwcb0Lecce e numerosi frantoi di pietra calcarea con impianti di mwcb4bitume situati anche a ridosso di aeree abitate come a mwcb8Soleto, mwccaGalatina, mwcceSternatia e mwcciCorigliano.
Il circuito di Nardò
Una menzione merita il mwccccircuito automobilistico di mwccgNardò. Situato nella mwcckTerra d'Arneo, è utilizzato dalle case automobilistiche di tutto il mondo per le prove sperimentali sui nuovi veicoli. La caratteristica del circuito è la sua forma perfettamente mwccocircolare, la quale, unita a un'opportuna mwccsinclinazione del manto stradale, tale da bilanciare la forza centrifuga, ne fa un infinito rettilineo virtuale per i veicoli che lo percorrono a una velocità compresa tra i 90 ed i 249mwccw km/h.
Il circuito ha un raggio di circa 2mwcc4 km, una circonferenza di 12,6mwcc8 km e presenta una variazione mwcdaaltimetrica molto modesta (il dislivello massimo è di circa 40 metri con una mwcdependenza che non supera mai il 2%). Il circuito è in una zona sottoposta ad mwcdiagricoltura intensiva, pertanto è dotato di una serie di sottopassi per permettere il raggiungimento delle coltivazioni situate al suo interno. Nel complesso, l'impianto è costituito da una pista circolare e una pista dinamica per vetture, una pista circolare e una pista dinamica per veicoli industriali, una pista rumore, una pista pavimentazioni speciali, varie piste sterrate, officine e laboratori. In tale circuito veniva a effettuare delle prove il futuro campione del mondo di formula uno mwcdmFernando Alonso. Nell'aprile del 2012 l'impianto è stato acquistato dalla mwcdqPorsche.
Turismo
«Il Salento è una terra di miraggi, ventosa; è fantastico, pieno di dolcezza; resta nel mio ricordo più come un viaggio immaginario che come un viaggio vero.»
(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957)
Una delle principali voci di entrata economica è quella turistica, con spiagge e masserie del Salento affollate di turisti durante il periodo estivo ma è diffuso anche durante quello natalizio. Nel corso dell'anno 2011 il turismo nella penisola salentina mostrò una netta ascesa, fermandosi a circa due milioni di arrivi e facendo registrare così una delle presenze più alte degli ultimi anni, attestandosi su nove milioni circa di presenze. Un fenomeno di nicchia è legato all'attenzione da parte di facoltosi turisti esteri, per lo più britannici, nei confronti dell'ospitalità rurale salentina, tanto che, secondo alcuni, è in atto nell'area un processo di valorizzazione analogo a quello riscontrato pochi anni fa nella campagna toscana, che è scherzosamente definito Salentoshire in analogia all'altrettanto scherzoso Chiantishire toscano.
Infrastrutture e trasporti
Collegamenti stradali
I principali assi viari sono:cite-ref-37[35]
la direttrice adriatica Bari-Brindisi-Lecce-Maglie-Otranto
• mwcesstrada statale 16 Adriatica;
le direttrici ovest-est Taranto-Brindisi e Taranto-Lecce
• mwcfmstrada statale 7 Via Appia;
le direttrici nord-sud Lecce-Gallipoli e Maglie-Leuca
la mwcf0Litoranea Salentina;
la mwcf8Strada statale 274 Salentina Meridionale che collega Gallipoli con Leuca.
Collegamenti ferroviari
Essi sono assicurati da:
• Le mwcgqFerrovie dello Stato, che permettono il collegamento tra i centri maggiori attraverso le linee mwcguBari – Lecce e mwcgcTaranto-Brindisi.
• Le mwcgkFerrovie del Sud-Est, che gestiscono in concessione diverse linee locali, tra le quali le uniche che servono il Basso Salento fino a mwcgoGagliano del Capo e alcune tratte interne nel brindisino e nel tarantino.
Porti
• Il mwchcporto di Brindisi è mercantile, commerciale e turistico. Effettua collegamenti con mwchgValona (mwchkAlbania), mwchoCorfù, mwchsIgoumenitsa, mwchwCefalonia, mwch0Paxos, mwch4Zante, mwch8Patrasso (mwciaGrecia), mwcieÇeşme (mwciiTurchia) ed è presente anche una base della Marina Militare Italiana.
• Il mwciqporto di Taranto è mercantile, militare, industriale e turistico (molo Sant'Eligio). Effettua collegamenti con gli altri porti italiani e con quelli del mwciuMediterraneo, del mwciymedio Oriente e della mwcicCina; in questo porto risiede la più importante base navale della flotta della Marina Militare ed è uno dei porti commerciali e industriali più grandi del Mediterraneo.
• Il porto di mwcikSan Foca è peschereccio e turistico.
• Il porto di mwci4Porto Cesareo è peschereccio e turistico.
• Il mwcjcporto di Gallipoli è mercantile e turistico.
• Il porto di mwcjkCampomarino di Maruggio è peschereccio e turistico.
• Il porto di mwcjsTorre San Giovanni è turistico.
Aeroporti
• L'mwckmaeroporto di Brindisi-Casale (recentemente ribattezzato Aeroporto Internazionale del Salento) serve l'intera area salentina e presenta diversi voli di linea con le principali città italiane, oltre ad alcuni collegamenti internazionali.
• L'mwckuaeroporto di Taranto-Grottaglie è stato recentemente ampliato per permetterne l'utilizzo all'mwckyAlenia Aeronautica per la realizzazione di alcune parti strutturali del mwckcBoeing 787. Il traffico passeggeri è limitato ad alcuni voli charter.
• L'mwckkaeroporto di Lecce-Galatina è un aeroporto militare situato a mwckoGalatina; è aperto solo al traffico militare ed ospita il 61º Stormo dell'mwcksAeronautica Militare Italiana.
• L'mwck0Aeroporto O. Pierozzi di mwck4Brindisi è un aeroporto militare e base logistica e di pronto intervento delle mwck8Nazioni Unite per gli aiuti umanitari, coordinata dal mwclaProgramma Alimentare Mondiale (WFP). Utilizza le stesse piste dell'aeroporto di Brindisi.
• L'mwcliaeroporto Lepore di Lecce-San Cataldo è un aeroporto civile di "terzo livello" di proprietà dell'Aero Club Lecce che offre al Salento collegamenti con città quali mwclmRoma e mwclqCorfù.
Luoghi di interesse
Luoghi di interesse naturalistico
La mwcm0CEE ha definito molte località dell'area mediterranea "siti di interesse comunitario" (SIC),cite-ref-38[36] per importanza ambientale. La Repubblica Italiana ha proposto sulla base del Decreto 25 marzo mwcni2005, pubblicato sulla mwcnmGazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 157 dell'8 luglio mwcnq2005 e predisposto dal mwcnuMinistero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l'elenco di tali SIC nell'ambito della Regione mwcnyPuglia, individuando 77 candidature. Fra queste, la parte maggiore riguarda la mwcncprovincia di Lecce con ben 32 SIC. Nelle province di mwcngBrindisi e mwcnkTaranto si sono individuati 8 SIC per ciascuna.
Le coste salentine
Le coste sono ampie e sabbiose soprattutto sul Mar Ionio, le cui acque sono caratterizzate a questa latitudine da una trasparenza e da cromatismi rari; spettacolari sono le scogliere a picco sul mare, soprattutto sul Mare Adriatico. Tra le spiagge più note ci sono quelle sabbiose di mwcn0Ugento, mwcn4Pulsano, mwcn8Lizzano, mwcoaCampomarino, mwcoeTorre Colimena, mwcoiSan Pietro in Bevagna, mwcomTorre dell'Orso, mwcoqPorto Cesareo, mwcouGallipoli, mwcoySanta Maria di Leuca, mwcocOtranto, mwcogOstuni e mwcokCarovigno (mwcooTorre Santa Sabina, Pantanagianni, mwcosSpecchiolla e mwcowTorre Guaceto) e per quanto riguarda le spiagge rocciose, tra le più notevoli meritano citazione mwco0Castro, mwco4Santa Cesarea Terme le marine di Nardò (mwco8Santa Maria al Bagno e mwcpaSanta Caterina) e mwcpePorto Badisco.
Le grotte carsiche
Le grotte si aprono lungo la costa orientale, incastonate nelle ripide scogliere che partendo da mwcpuSanta Maria di Leuca giungono a mwcpyPunta Palascìa (Otranto). Tali formazioni di natura carsica in corrispondenza di mwcpcCastro, assumono un notevole sviluppo, di cui la mwcpgGrotta Zinzulusa è il più significativo esempio, e al cui interno sono stati rinvenuti pittogrammi e vari reperti paleontologici, che insieme a quelli della vicina mwcpkGrotta Romanelli sono per la maggior parte custoditi ed esposti nel mwcpomuseo di Maglie. Ricco di grotte carsiche è anche la costa delle marine Neretine (Nardò).
Gli oliveti
mwcqumwcqyL'Oasi protetta dei Laghi Alimini
L'oasi costituisce uno dei luoghi naturali più pregiati del Salento, con un mwcqgecosistema che ospita varie specie animali e vegetali e costituiscono una "Zona di Protezione Speciale" (ZPS), proposta come mwcqkSito di Importanza Comunitaria europeo (pSIC). Tra i maggiori luoghi di pregio dell'oasi dei laghi Alimini, è da segnalare sulla costa la mwcqoBaia dei Turchi.
mwcq0mwcq4La Riserva naturale statale Torre Guaceto
La riserva si estende maggiormente nel territorio di mwcraCarovigno e una piccola parte in quello di mwcreBrindisi per circa 1.200 ha presentando un fronte marino che si sviluppa per 8.000mwcri m. L'area è configurata come un mwcrmrettangolo più o meno regolare, con una profondità media di 3.000 metri, attraversata e divisa dalla mwcrqstrada statale 379. Una significativa varietà di ambiti diversificati si succedono in questo tratto costiero per alcune centinaia di metri verso l'entroterra. Al suo interno vi sono piccole zone umide che si formano durante e dopo le piogge e che scompaiono nei periodi più caldi, ed alcune risorgive di acqua dolce anch'esse stagionali.
mwcrymwcrcIl mwcrgParco naturale regionale Bosco e paludi di Rauccio
mwcrsmwcrwIl mwcr0Parco delle Cesine
mwcsymwcscIl mwcsgParco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano
Il parco, istituito nel mwcso2006, comprende sia la zona del parco naturale attrezzato (istituito nel mwcss1980) sia la palude (classificata come area naturale nel mwcsw1997). La costa è rocciosa e frastagliata, e caratterizzata da pinete e mwcs0macchia mediterranea. Ricco di storia e archeologia, con i numerosi siti archeologici come quello della grotta del Cavallo, da poco menzionata dalle più importanti riviste scientifiche perché al suo interno sono stati trovati i resti del primo uomo sapiens della storia umana inoltre lungo il litorale sono dislocate le affascinanti mwcs4Torre dell'Alto e mwcs8Torre Uluzzo. È un luogo magico ricco di flora e fauna.
mwctimwctmL'mwctqIsola di Sant'Andrea
L'isola, sulla costa ionica, si estende per circa cinque ettari e dista poco più di un miglio dal centro storico di Gallipoli. È completamente pianeggiante e la sua altezza massima non supera i tre metri. Questa caratteristica, che porta l'isola a essere spazzata dai marosi in caso di forte vento, la rende poco adatta a ospitare una ricca vegetazione.
mwctgmwctkL'mwctoOasi Palude La Vela
La palude, sulle sponde del mwctwMar Piccolo di Taranto, è un'area naturale protetta di proprietà demaniale a valenza naturalistico-ambientale. L'ambiente è prevalentemente di tipo palustre, con canneto e mwct0macchia mediterranea, ampi acquitrini e zone periodicamente sommerse.
mwcuamwcueIl mwcuiParco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase
Il parco comprende anche la zona dove sorge il faro di Punta Palascìa, punto più orientale d'Italia. L'istituzione dell'area protetta, dislocata lungo la costa orientale del Salento (costa alta a picco sul mare), mira a conservare e recuperare le specie animali e vegetali; salvaguardare i valori e i beni storico-architettonici; incrementare la superficie e migliorare la funzionalità ecologica degli ambienti naturali.
mwcuymwcucIl mwcugParco Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo
Il parco, sulla costa adriatica, presenta habitat e ambienti costieri di elevato interesse naturalistico e paesaggistico, ed è rientrato nel progetto "mwcuoHabitat prioritari" istituito dalla Direttiva n. 92/43/CEE. Presenta una vegetazione mwcusalofila e numerose dune ricoperte da mwcuwmacchia mediterranea, particolare mwcu0ginepri (mwcu4mwcu8Juniperus oxycedrus e mwcvamwcveJuniperus phoenicea), mwcvilecci e mwcvmgarighe di mwcvqEuphorbia spinosa.
Luoghi di interesse artistico
Luoghi d'interesse architettonico
I centri storici di numerose città.
Le cripte basiliane
Numerose sono le chiese rupestri dipinte con motivi religiosi in epoca mwcygmedioevale, luoghi di antico culto ricavati in antri naturali, secondo la tradizione dai mwcykmonaci basiliani provenienti dall'Oriente, spesso però non vi sono dati certi per tale ipotesi, le cui volte e pareti sono ricoperte da pitture in mwcyostile bizantino. Rilevante è l'esempio della Chiesa rupestre Ss. Annunziata, con la omonima cripta a mwcywLizzano, in cui erano presenti più di 22 affreschi del mwcy0IX secolo; oppure la mwcy4mwcy8cripta di Santa Cristina a mwczaCarpignano Salentino datata mwcze959 e dipinta da Teofilatto. Note sono anche quelle di mwcziVaste, frazione di mwczmPoggiardo, la mwczqmwczuchiesa rupestre di San Biagio a Brindisi, presso mwczySan Vito dei Normanni, quella del mwczcmwczgCrocefisso nei pressi di mwczkUgento, la cripta di Sant'Angelo nel territorio di mwczoLizzano, o la cripta della Madonna del Gonfalone, così chiamata dall'immagine raffigurante la Vergine Maria posta alle spalle dell'altare, nei pressi di mwczsSant'Eufemia, frazione di mwczwTricase.
L'mwcz8architettura mwc0arurale
Tra le architetture rurali sono degni di nota, mwc0iPajari - Furnieddhi (simili ai trulli, a forma di tronco di cono e con pianta circolare, costruiti con pietre ricavate dai terreni circostanti, senza l'aiuto di alcuna mwc0mmalta o sostegno), i mwc0qmuretti a secco (particolare tipo di muro costruito con blocchi di pietra grezza del posto di varia forma e dimensione, opportunamente disposti senza uso di malte o leganti di alcun genere), le mwc0umasserie, presenti in gran numero nella terra d'arneo e in agro di Nardò e nella fascia jonica tra Taranto e Gallipoli, (grandi aziende agricole fortificate, abitate a volte anche dai proprietari terrieri, e che comprendono gli alloggi dei lavoratori stagionali, le stalle, i depositi per foraggi ed i raccolti).
Le mwc0gchiese in stile mwc0kRomanico pugliese
Tra le chiese in stile romanico sono degne di nota la mwc0schiesa di Santa Maria del Casale e la mwc0wCattedrale a Brindisi, la mwc00Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo a Lecce, la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a mwc04Galatina, la mwc08Cattedrale di San Cataldo di Taranto (la più antica di Puglia) e la mwc1achiesa di San Domenico Maggiore a Taranto.
La mwc1mCittà fortificata ed il mwc1qCastello di Acaya
mwc1yAcaya è una piccola frazione del comune di mwc1cVernole, in provincia di Lecce. Situata a 5mwc1g km dal mare Adriatico e dalla mwc1kRiserva naturale Le Cesine gestita dal WWF, costituisce l'unico esempio di città fortificata ancora intatta di tutto il Sud Italia. Acaya, chiamata Salapia e poi Segine in epoca messapica, sorge lungo l'antichissima arteria che arrivava fino a mwc1oOtranto. L'abitato, nel 1535, fu integralmente ristrutturato, fortificato e riordinato urbanisticamente da mwc1sGiangiacomo Dell'Acaya, un umanista versato nelle matematiche, ingegnere militare di mwc1wCarlo V e feudatario di Acaya. Ultimati i lavori nell'anno mwc101535, ne cambiò anche il nome affinché, come scrisse nell'epigrafe sulla porta d'ingresso al paese, a Dio piacendo, il nome dell'antica Acaya dalla quale giunsero i suoi avi potesse essere rinnovato nelle terre salentine. Il paese presenta un impianto ortogonale con un cardo e un decumano. Di forma quasi quadrata, le mura del borgo sono rinforzate ai quattro angoli da baluardi di cui quello di sud-ovest e costituito dal castello di Acaya. In tal modo la fortificazione risulta adeguata ai più aggiornati principi della mwc14fortificazione alla moderna. Sotto il castello è stata ritrovata evidenza archeologica di una chiesa di culto greco basiliano del IX secolo, con importanti icone affrescate. Sono presenti tre piazze lungo l'asse diagonale che corre in direzione SO-NE e che parte dal castello per concludersi con il convento dei frati minori.
Le mwc2efortificazioni mwc2imedievali e le torri di avvistamento
Numerose sono le torri costiere di avvistamento erette fin dal mwc2qXV secolo lungo le coste, con l'obiettivo di avvistare e difendersi per tempo dalle flotte nemiche mwc2usaracene provenienti dall'oriente In gran numero presenti sul litorale ovest della costa salentina, le più imponenti quelle comunemente dette "serie si Nardò". Numerosi i mwc2ycastelli e le mwc2cmasserie che svettano per il territorio, nei paesi e nelle città.
Il borgo, è uno dei più belli d'Italia con le viuzze che si arrovellano tra le tipiche case in calce bianca. L'apparente disordine distributivo delle abitazioni intorno alla cattedrale dà al centro storico una conformazione unica. È una delle città più famose del Sud Italia, simbolo della Puglia in numerosi spot pubblicitari e turistici di interesse internazionale.
Il centro storico di mwc3eLecce
Il centro storico di mwc3mLecce, chiuso nelle antiche mura intervallate dall'mwc3qArco di Carlo V, da mwc3uPorta Rudiae e da mwc3yPorta San Biagio, è ricchissimo di opere d'arte, fra le quali si segnalano alcuni dei mirabili esempi barocchi presenti, la mwc3cPiazza del Duomo, la mwc3gBasilica di Santa Croce e il mwc3kPalazzo dei Celestini, la chiese di San Giovanni Battista e di San Matteo e i maestosi resti dell'mwc3oAnfiteatro e del mwc3sTeatro, entrambi di epoca romana. Si staglia severo invece il mwc3wCastello di Carlo V nei pressi di mwc30Piazza Sant'Oronzo. Fuori dalle mura le torri angioine mwc34di Belloluogo e mwc38del Parco e il grande mwc4acomplesso monastico degli Olivetani.
Le architetture mwc4mbarocche
Il mwc4uBarocco leccese, nato alla fine del XVI secolo, nel clima della mwc4yControriforma, si protrae fino alla prima metà del mwc4cSettecento in un tutt'uno con il mwc4gRococò e si presenta come uno dei modelli artistico-architettonici più particolari d'mwc4kItalia, tanto che si aggettiva, identificando l'area interessata. L'architettura barocca è rigogliosa a mwc4oLecce e in tutti i comuni della provincia, nella mwc4sGrecìa Salentina e nei grossi centri del basso Salento, quali mwc4wGalatina, mwc40Gallipoli, mwc44Maglie, mwc48Nardò, mwc5aCopertino, mwc5eGalatone e mwc5iLequile. Le articolate decorazioni delle facciate di chiese e palazzi creano scenografici apparati di visionaria esuberanza che è unica nel suo genere, resa possibile dall'impiego della calda e tenera pietra calcarenitica (mwc5mtufo). Il capoluogo leccese, ricchissimo di monumenti, conserva dei capolavori dell'arte barocca: la basilica di Santa Croce e il complesso monumentale dei Celestini e la piazza del Duomo, considerata tra le più belle d'Italia. Ma il barocco è diffusa anche a nord di mwc5qLecce, soprattutto nelle cittadine di mwc5uManduria, mwc5yMesagne, mwc5cFrancavilla Fontana, mwc5gTaranto e l'altra capitale del barocco mwc5kMartina Franca che presenta, però, uno stile più sobrio ed elegante ma allo stesso tempo anch'esso molto fastoso.
Il mwc5wCapo di Leuca ed i suoi paesi
Di notevole interesse sono i palazzi nobiliari, le stradine bianche e le chiese barocche poco distanti dal mare dei paesi del Capo di Leuca. Fra questi, il comune di mwc54Specchia e l'abitato di mwc58Presicce (comune di mwc6aPresicce-Acquarica) sono inseriti nell'elenco dei borghi più belli d'Italia.
Lo stile eclettico salentino rappresentò una forma di manierismo architettonico diffuso durante il periodo della mwc6obelle Époque, le cui testimonianze si trovano soprattutto a mwc6sLeuca, Nardò, mwc6wSanta Caterina e mwc60Lecce.
Architettura contemporanea
il mwc7cBorgo antico di mwc7gTaranto
Situato su di un'isola e collegato alla terraferma dal mwc7oPonte Girevole e dal mwc7sPonte di Porta Napoli. Interessanti sono i vicoli stretti e ingarbugliati e le facciate degli alti palazzi in pietra calcarenitica (mwc7wtufo e carparo) che fanno da cornice ad antiche e pregiate abitazioni signorili che vanno dal X al XVIII secolo, a chiostri medievali e testimonianze archeologiche di epoca magnogreca. Vi si possono ammirare la mwc70Cattedrale di San Cataldo, il mwc74duomo di San Domenico Maggiore e le colonne doriche del mwc78Tempio di Poseidone (Taranto). Inoltre è possibile visitare il mwc8aMuseo etnografico Alfredo Majorano a mwc8ePalazzo Pantaleo, il mwc8iMuseo Spartano di Tarantocite-ref-40[38], il mwc8cMuseo diocesano (Taranto) di arte sacra, i numeri ipogei situati al di sotto dei palazzi, dei conventi e delle chiese risalenti fino al 700 a.C., prenotare escursioni in barca a vela o in catamarano per l'osservazione dei delfini nel Mar Grande e minicrociere e tour didattici nel Mar Piccolo.
Luoghi d'interesse archeologico
• I reperti mwc8spreistorici: Tra i reperti preistorici sono degni di nota le mwc8wspecchie (antichi monumenti mwc80megalitici realizzati mediante utilizzo a secco di grossi blocchi in mwc84pietra), i mwc88dolmen (mwc9atombe megalitiche mwc9epreistoriche a camera singola), i mwc9imenhir (megaliti mwc9mmonolitici eretti solitamente in mwc9qetà della pietra).
• mwc9oMuseo diffuso Castello d'Alceste a mwc9sSan Vito dei Normanni: Lo scavo ha permesso di identificare le tracce di un mwc9wvillaggio a capanne della seconda metà dell'mwc90VIII secolo a.C. e abitazioni a pianta mwc94ovale con copertura di materiale deperibile. A esse si sovrappongono nel mwc98VI secolo a.C. costruzioni con un impianto completamente diverso, che riflettono l'avvento di nuove tecniche costruttive e di un nuovo modo di concepire lo spazio abitativo.
• Il mwc-eMuseo diffuso di mwc-iCavallino: Si estende su un'area di 45 ettari in cui è stato rinvenuto un insediamento mwc-mmessapico di età arcaica dove si svolgono le attività didattiche sul campo per gli studenti di mwc-qArcheologia dell'mwc-uUniversità del Salento e di altre Università italiane ed europee.
• L'area archeologica mwc-cmessapica di mwc-gRoca: È stata riportata alla luce l'antica città fortificata di Roca Vecchia sorta su un precedente sito preistorico. Sulle pareti della grotta marina della Posia piccola sono state ritrovate iscrizioni in lingua messapica e latina, oltre a graffiti preistorici.cite-ref-41[39]
• I reperti archeologici e gli mwc-4Ori di Taranto: I reperti archeologici testimoniano come la lavorazione dei mwc-8metalli preziosi, e in particolare dell'mwc-aoro, fosse una delle attività più sviluppate nella città magno-greca tra il mwc-eIV ed il mwc-iI secolo a.C.
• I resti archeologici e le zone archeologiche di mwc-qTaranto, mwc-uSaturo, Pulsano e Lizzano.
• Le zone archeologiche di mwc-cCasale di Apigliano: Gli elementi venuti alla luce nelle zone archeologiche sono in grado di fornire informazioni circa il mwc-gperiodo bizantino e il mwc-kperiodo angioino. Con riferimento al primo, sono stati rinvenuti resti di alcune abitazioni rurali costruite con la tecnica del mwc-omuro a secco, che evidenziano la presenza di un insediamento abbastanza esteso. Più ricchi sono invece i ritrovamenti riferibili al periodo angioino, come i resti di una mwc-scappella che si ritiene rappresenti la chiesa di San Giorgio.
• L'mwc-0ipogeo Bellacicco", sito nel mwc-4Borgo Antico di Taranto in corso Vittorio Emanuele al civico 39, è una struttura che deriva da un'antica cava spartana (VIII sec a.C.) e che narra la storia di Taranto sin dall'epoca geologica risalente a circa 65 milioni di anni fa, con successive tracce magno-greche, mwc-8bizantine, mwdaamedioevali e del mwdaeXVIII secolo. L'ipogeo si sviluppa su tre livelli per complessivi 700mwdai m² e per quattordici metri sotto il livello stradale. Al suo interno si trova il banco di roccia mwdamcalcarea, sulla quale si possono ammirare i resti mwdaqfossili dei mwdaumitili tipici di Taranto. Le mura perimetrali sono di origine bizantina, mentre è molto probabile che il muro che divide la struttura dal mare possa avere origini magno-greche. L'ipogeo ha infatti uno sbocco esclusivo al mwdaylivello del mare, che permette l'accesso diretto alla battigia del lungomare del Borgo Antico. Su questa struttura è stato eretto in epoca successiva il mwdacPalazzo de Beaumont Bonelli, residenza della mwdagMarchesa De Beaumont e del mwdakPrincipe Bonelli suo marito. Entrambe le strutture, benché private, sono a disposizione dei visitatori gratuitamente, in quanto patrimonio della storia e dell'arte di Taranto. Dal 2015 l'ipogeo Bellacicco ospita permanentemente il mwdaomwdasMuseo Spartano di Taranto.cite-ref-42[40]
Principali musei
Fondato nel mwdbu1887 e ubicato presso il settecentesco mwdbyConvento di San Pasquale Baylon, è tra i più importanti musei archeologici d'Italia ed espone, tra l'altro, una delle più grandi collezioni di manufatti dell'epoca della mwdbcMagna Grecia, tra cui i famosi mwdbgOri di Taranto.
mwdbsMuseo Provinciale "S. Castromediano" di mwdbwLecce
Intitolato al duca di mwdb4Cavallino Sigismondo Castromediano che ne volle l'istituzione nel mwdb81868, è situato nel Collegio Argento. Il museo si divide in cinque sezioni: mwdcaDidattica, con il plastico del Salento che riporta tutti i siti di rilevanza storico-artistica; mwdceAntiquarium, con vasi attici a figure nere e a figure rosse e vasi italici (VI e V secolo a.C.) e vari altri reperti archeologici: oggetti in bronzo, monete antiche e lapidi con iscrizioni messapiche; mwdciTopografia, con le antiche mappe del Salento; mwdcmPinacoteca, con tele di scuola veneta e napoletana (tra XV e XVIII secolo) e anche alcune sculture romaniche e rinascimentali; mwdcqSala mostre, con opere di artisti contemporanei (tra XIX e XX secolo).cite-ref-43[41]
intitolato all'illustre mwdc0archeologo e mwdc4glottologo Francesco Ribezzo, è articolato in sei sezioni dedicate all'mwdc8archeologia, all'mwddaetnografia e all'mwddearte.
Altri musei
• mwdduMuseo Emanuele Barba, mwddyGallipoli
• Museo d'Arte "P. Cavoti", mwddgGalatina
• Museo Civico Messapico, mwddoAlezio
• mwddwMuseo etnico della civiltà salentina, mwdd0Brindisi
• Museo diffuso - Parco Archeologico, mwdd8Cavallino
• Museo Civico di Storia Naturale del Salento, mwdeeCalimera
• Casa Museo della civiltà contadina e della cultura grica, Calimera
• Pinacoteca "E. Notte", mwdeqCeglie Messapica
• Museo Multimediale della Grecìa Salentina, mwdeyCorigliano d'Otranto
• Parco dei fossili e museo malacologico delle argille, mwdegCutrofiano
• Museo comunale della ceramica, Cutrofiano
• Museo della ceramica, mwdesGrottaglie
• Museo delle arti e tradizioni, mwde0Latiano
• mwde8Museo del sottosuolo, Latiano
• mwdfeMuseo missionario cinese e di storia naturale, mwdfiLecce
• mwdfqPinacoteca d'arte francescana, Lecce
• Museo civico della paleontologia e dell'uomo, mwdfyLizzano
• Antica Galleria la Piazzetta Esposizioni Mostre, San Marzano (TA)
• Museo di Paleontologia e Paletnologia "D. De Lorentiis", mwdfkMaglie
• Museum & Artlab Ex Conceria Lamarque, Maglie
• Antiquarium Comunale, mwdfwManduria
• Museo Archeologico "U. Granafei", mwdf4Mesagne
• Museo di Borgo Terra, mwdgaMuro Leccese
• Museo del Mare, mwdgiNardò
• Pinacoteca Comunale, mwdgqNovoli
• Centro di Documentazione Messapica, mwdgyOria
• Collezione "Martini Carissimo", Oria
• Museo Archeologico "F. Milizia", Oria
• Museo Didattico Zoologico, Oria
• Collezione "Kalefati", Oria
• Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale, mwdgwOstuni
• Museo della Conchiglia e del Corallo, mwdg4Palmariggi
• Quadreria "E. Giannelli", mwdhaParabita
• Museo del Manifesto, Parabita
• Museo della Cripta di Santa Maria degli Angeli, mwdhmPoggiardo
• Museo di Biologia Marina "P. Parenzan", mwdhuPorto Cesareo
• Museo dell'Arte Contadina, mwdhcPulsano
• Museo Civico di San Cesario, mwdhkSan Cesario di Lecce
• Casa Museo "E. Leandro", San Cesario di Lecce
• Museo della Civiltà Rurale, mwdhwSan Vito dei Normanni
• Museo della Memoria e dell'Accoglienza, mwdh4Santa Maria al Bagno
• Museo della Biologia Marina, mwdiaSanta Maria al Bagno
• Museum "Vito Mele"; Basilica-Santuario "Santa Maria de Finibus Terrae", mwdiiSanta Maria di Leuca
• Museo delle Tradizioni Popolari e "Abbazia di Cerrate", mwdiqLecce
• Museo Oceanografico, mwdiyTaranto
• Museo di Storia Naturale, Taranto
• Museo Diocesano Ugento-Santa Maria di Leuca, Ugento
• mwdiwCollezione Archeologica "M. Colosso", Ugento
• Museo Archeologico della civiltà Messapica, mwdi4Vaste
• Museo del Minatore, mwdjaCasarano
• mwdjiMuseo Spartano di Taranto
Università e ricerca
Università del Salento
Il sistema della formazione universitaria del Salento è imperniato sull'mwdjyUniversità del Salento, già Università di Lecce. A mwdjcLecce, sede principale dell'ateneo, hanno sede 8 facoltà.
I primi movimenti atti alla formazione dell'mwdjkUniversità come la conosciamo oggi risalgono al mwdjoXVIII secolo. Già in mwdjsetà medievale erano presenti diversi luoghi di istruzione, indicati nei documenti contemporanei come università, anche se differenti dall'accezione che ne diamo oggi.
L'università del Salento ha alcune succursali anche nella mwdj0provincia di Brindisi. Di particolare interesse risulta il Parco Scientifico e Tecnologico Ionico-Salentino (PASTIS) presso mwdj4Mesagne, compartecipato dall'Università del Salento, ove è presente un mwdj8acceleratore Tandetron per la datazione di reperti archeologici con il metodo del mwdkaCarbonio 14.
Nel mwdki1998 è stato attivato presso l'università del Salento l'mwdkmIstituto Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare (ISUFI), una delle mwdkqScuole Superiori d'Italia, costruita sul modello della mwdkuScuola Normale di Pisa. La Scuola realizza programmi di alta formazione nell'ambito dei seguenti settori: Nanoscienze, e-Business Management, Giurisprudenza e Politica dell'area Euromediterranea, Beni Culturali. Anche grazie al traino dovuto all'ISUFI, dal mwdky2000 l'ateneo salentino ha conosciuto una crescita senza precedenti, soprattutto nel ramo scientifico, che è uno tra i più avanzati ed efficienti d'Italia.
Altro importante ramo è quello mwdkgarcheologico: l'università del Salento, infatti, svolge numerose attività di scavo in tutta Italia, e in diversi ambiti: preistorico, classico e medievale. All'estero l'università effettua ancora oggi scavi in mwdkkUcraina, mwdkoTurchia, mwdksMedio Oriente, mwdkwMalta, mwdk0Egitto.
Facoltà di Taranto
mwdlmTaranto, invece, è sede della seconda mwdlqfacoltà di mwdluIngegneria del mwdlyPolitecnico di Bari e di numerosi corsi di mwdlclaurea erogati dall'mwdlgUniversità degli Studi di Bari, nonché sede decentrata della mwdlkLUMSA - Libera università Maria SS. Assunta di mwdloRoma e dell'mwdlsUniversità Cattolica del Sacro Cuore di mwdlwMilano.
Il 17 maggio mwdl42006 il rettore dell'Università di Bari, Giovanni Girone, ha firmato il decreto che sancisce l'autonomia delle seconde facoltà di mwdl8Economia, di mwdmaGiurisprudenza e di mwdmeScienze mwdmimatematiche, mwdmmfisiche e mwdmqnaturali a decorrere dal 1º ottobre mwdmu2006: questo costituisce un passo importante verso l'istituzione dellmwdmy'mwdmcUniversità degli Studi di Taranto, che per altro è stata oggetto di numerosi disegni di legge fino a oggi non concludenti.
Sede LUM di Poggiardo
Dal marzo mwdmo2007 sono attivi presso la sede di mwdmsPoggiardo i corsi in Economia dell'Azienda Moderna (classe 17) e in Giurisprudenza istituiti dalla Libera Università Mediterranea Jean Monnet, un ateneo privato con sede a mwdm0Casamassima.
Laboratorio nazionale di nanotecnologie
Nell'ambito dell'mwdnaISUFI, opera a Lecce il National Nanotechnologies Laboratory (NNL), centro di eccellenza a livello internazionale sulle mwdnenanotecnologie, che ha ricevuto riconoscimenti di varia natura, tra cui la visita ufficiale del mwdniPresidente della repubblica italiana mwdnmGiorgio Napolitano il 15 settembre mwdnq2006. Il laboratorio segue linee di ricerca sia di tipo fondamentale, che di tipo fortemente applicato, grazie alle partnership con le multinazionali tecnologiche residenti presso di esso (mwdnuSTMicroelectronics, Agilent Technologies, TechInt, Alenia Marconi System) che appoggiano i loro programmi di formazione e reclutamento post laurea sull'ISUFI.
Dhitech
Il Distretto tecnologico regionale High Tech, con sede a Lecce, è una società consortile finalizzata alla competitività e all'innovazione nella ricerca scientifica. Comprende il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie e svolge ricerca su nanotecnologie, materiali avanzati, innovazione digitale e tecnologie di informazione e comunicazione (ICT), affiancando ricercatori universitari a quelli di aziende tecnologiche italiane e non. Tra i soci figurano l'mwdngUniversità del Salento, il mwdnkConsiglio Nazionale delle Ricerche, AVIO S.p.A., Engineering Ingegneria Informatica S.p.A., Fiamm S.p.A., Leuci S.p.A., mwdnoSTMicroelectronics.
Centro ricerche ENEA
Il centro ricerca di Brindisi è presente fin dai primi mwdn0anni novanta con uno sportello tecnologico. Nel mwdn42001 l'mwdn8ENEA ha consolidato la propria presenza nella città adriatica, rilevando le strutture del Centro Nazionale per la Ricerca e lo Sviluppo dei Materiali, e creando un proprio centro all'interno della "Cittadella della Ricerca". Attualmente operano nel Centro lmwdoa'mwdoeUnità Tecnico Scientifica Materiali e Nuove Tecnologie (MAT), lmwdoi'mwdomUnità Tecnico Scientifica Fusione (FUS), lmwdoq'mwdouUnità Tecnico Scientifica Tecnologie Fisiche Avanzate (FIS) e il mwdoyProgetto Speciale Clima Globale (CLIM).
Istituti territoriali del CNR e istituti autonomi
Nel territorio salentino sono presenti vari istituti del mwdokCNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) o afferenti a esso. In particolare a Lecce sono presenti lmwdoo'mwdosIstituto per i beni archeologici e monumentali e le sezioni dellmwdow'mwdo0Istituto di scienze delle produzioni alimentari, dellmwdo4'mwdo8Istituto per la microelettronica e microsistemi, dellmwdpa'mwdpeIstituto di fisiologia clinica e dellmwdpi'mwdpmIstituto di scienze dell'atmosfera e del clima. Taranto è, invece, sede dellmwdpq'mwdpuIstituto sperimentale talassografico "Attilio Cerruti" e della mwdpymwdpcFondazione marittima "Ammiraglio Michelagnoli" che opera d'intesa con lo stesso CNR e con organismi universitari.
Osservatorio ambientale di Campi Salentina
L'Osservatorio dell'inquinamento dell'atmosfera e dello spazio circumterrestrecite-ref-44[42] è un consorzio tra mwdp4Provincia di Lecce e città di mwdp8Campi Salentina per il monitoraggio ambientale nella provincia di Lecce. Esso gestisce la "Rete Provinciale di Monitoraggio Atmosferico" dal mwdqa2001, avvalendosi anche del supporto scientifico dell'mwdqeUniversità e del mwdqiCNR di mwdqmLecce e della collaborazione con il CNR di mwdqqBologna, su un programma di monitoraggio extratmosferico, riguardante il controllo continuo dei detriti spaziali, sia naturali che artificiali: tramite una rete mwdquradar che ha stazioni a Bologna, Lecce, Campi Salentina e mwdqyModra (mwdqcSlovacchia), il programma valuta la posizione degli oggetti extratmosferici tramite triangolazioni tra questi centri. L'osservatorio svolge inoltre attività di monitoraggio dei mwdqgcampi elettromagnetici ad alta e bassa frequenza (elettrodotti). In particolare, ha svolto un esteso monitoraggio dei mwdqkcampi elettromagnetici sul territorio dei comuni a nord di Lecce e svolge il monitoraggio costiero.
Eventi
Festival
mwdrimwdrmFestival del Cinema Europeo a mwdrqLecce (aprile)
È un susseguirsi di proiezioni nell'arco di una settimana, fino ad arrivare alla serata di consegna dellmwdry'mwdrcUlivo d'oro ad attori e registi internazionali del grande schermo.
mwdrkmwdroNotte della Taranta nei comuni della mwdrsGrecìa Salentina (agosto)
È un festival di musica popolare salentina, dove la mwdr0pizzica tradizionale e quella rivisitata incontrano le musiche tradizionali nazionali ed internazionali. Consiste in un tour per i paesi della Grecìa Salentina e per altri comuni del Salento, che si apre a mwdr4Corigliano d'Otranto e si conclude con il grande concerto finale a mwdr8Melpignano, che dura fino alle prime luci del mattino.
mwdseRock Metal Fest a mwdsmPulsano (agosto)
È un evento musicale gratuito,giunto alla XV edizione, organizzato dall'associazione Rock Metal Events OdV cite-ref-45[43]. Ogni anno dal 2009 si alternano musicisti e gruppi rock metal emergenti, ma anche band più blasonate come i Necrodeth, i Furor Gallico, Elogy of Madness, Deathless Legacy, i Vision Divine.
mwdsomwdssSalento International Film Festival a mwdswTricase (agosto)
È un festival cinematografico del cinema indipendente, organizzato dall'associazione CineSalento. Si articola nelle tre sezioni: "Lungometraggi world cinema", "Documentari", "Cortometraggi".
mwds8mwdtaDe Finibus Vocis a mwdteTricase (agosto)
Il De Finibus Vocis è un concorso canoro nazionale annuale promosso dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca che si prefigge di dare spazio ai giovani talenti che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo.
mwdtqmwdtuCittà del Libro a mwdtyCampi Salentina (ultima settimana di novembre)
È un festival letterario: la mwdtgrassegna nazionale degli autori e degli editori presenta una nutrita esposizione della grande e media editoria italiana e si propone come occasione per riflettere sulle sfide dei nostri tempi, utilizzando le formule consuete dell'incontro con l'autore, il cinema e il teatro, nonché tavole rotonde, mostre, laboratori e concorsi. Forte è il coinvolgimento del pubblico e in particolare delle scuole.
mwdtomwdtsAlba dei Popoli a mwdtwOtranto (dicembre)
È una rassegna di arti, culture, ambiente, musica e spettacoli e si svolge nell'ambito dellmwdt4'mwdt8Otranto Festival.
Premi
mwdummwduqPremio Barocco a mwduuGallipoli (giugno)
mwdusmwduwPremio Rodolfo Valentino a mwdu0Lecce (luglio)
È un riconoscimento alla carriera dei protagonisti del cinema internazionale intitolato al celebre divo del cinema muto, nato a mwdu8Castellaneta. La cerimonia di consegna del premio, istituito nel mwdva1972, dal mwdve2004 si svolge a Lecce come tra 1972 e mwdvi1980 (nel mwdvm1977 si è svolto a mwdvqBari).
mwdvymwdvcPremio Zeus a mwdvgUgento (settembre)
È un riconoscimento pubblico a coloro che si distinguono nel campo dell'archeologia. Le sezioni del Premio sono: mwdvoGiovani laureati in Archeologia in Italia ed all'estero; mwdvsPremio alla carriera; mwdvwInnovazione e Tecnologia; mwdv0Restauro Archeologico; mwdv4Investimenti in Ricerca e Missione all'estero.
mwdwamwdwePremio Grinzane Terra d'Otranto a mwdwiOtranto (novembre)
È un riconoscimento internazionale sul tema del confronto interculturale. Presenta due sezioni: per un'opera letteraria che tratta il tema della tolleranza e dell'integrazione e per una particolare attività nel campo della solidarietà e del dialogo.
mwdwuPremio Luigi Coppola - Città di Gallipoli a mwdwcGallipoli ed itinerante in Italia
Tradizione
Le mwdxqPanare sono un evento tradizionale salentino che si tiene ogni anno a mwdxuSpongano il 22 dicembre. Singolare e antica mwdxyfesta del fuoco, legata a una pratica rituale dei frantoiani impegnati nei tanti frantoi che in un tempo erano molto numerosi a Spongano. In occasione della festa del 22 dicembre, panare di grandi dimensioni vengono riempite di mwdxcsansa e addobbate con palme, edera e altri abbellimenti combustibili per essere esibite in pubblico, accese e portate in corteo, e poi lasciate bruciare in un'area comune per tutta la notte.cite-ref-46[44]
La mwdyiNzegna di mwdymCarovigno (lunedì, martedì e sabato dopo Pasqua): l'evento,legato a un'antica leggenda, è il fulcro principale delle tre fasi delle feste patronali in onore di Maria Santissima di Belvedere (le altre due fasi sono quelle della mwdyqMadonna dell'Uragano il 17 agosto e la festa di fine estate la seconda domenica di settembre). La festività si tiene il lunedì a Largo Machiavelli, il martedì in piazza Nzegna e il sabato sul sagrato del mwdyusantuario di Belvedere (a 4mwdyy km a nord-est da mwdycCarovigno).
La mwdy0mwdy4Focara di mwdy8Novoli (16-18 gennaio)cite-ref-47[45]: È il caratteristico falò della festa patronale di mwdzqSant'Antonio abate, un monumento di mwdzuingegneria agraria formato da decine di migliaia di fascine di tralci di vite, che supera l'altezza e il diametro di venti metri, il quale viene acceso la sera del 16 gennaio. L'evento è stato oggetto di un documentario della mwdzyNational Geographic e di servizi della Nippon Press.
Il mwdzkfalò di San Giuseppe (mwdzoZjarr i Madhe, ossia fuoco grande, in mwdzslingua arbëreshe) mwdzwSan Marzano di San Giuseppe, 18-19 marzo. Nato nel 1600 ma le notizie certe sono della prima edizione nel 1866. Prevede una processione di fedeli che trasportano tronchi a spalla e fascine di ulivo, con l'ausilio di 50 cavalli. Il falò è acceso la stessa sera della processione.
La mwdammwdaqTavole di San Giuseppe (18-19 marzo) a mwdauSan Cassiano, mwdaySava, mwdacLizzano, mwdagCocumola, mwdakSan Marzano di San Giuseppe, mwdaoErchie, mwdasUggiano la Chiesa, mwdawGiurdignano, mwda0Poggiardo, mwda4Avetrana, mwda8Monteparano e mwdbaFaggiano e: è un'antica tradizione in cui, in onore di san Giuseppe si imbandiscono grandi tavolate con piatti tipici. Durante la visita alla mwdbetaula si possono assaggiare mwdbilu cranu stumpatu e mwdbmla massa culli ciciri o i "mwdbqvermiceddhri" cioè il grano e la pasta con i ceci.
La mwdbomwdbsSettimana Santa a mwdbwTaranto (marzo o aprile): È una suggestiva e mistica serie di riti che, inoltre, vede i componenti le due principali mwdb0Confraternite della Chiesa di Taranto gareggiare per aggiudicarsi le statue e le poste nelle mwdb4processioni dell'Addolorata e dei Misteri.
Il mwdcqfuoco di mwdcuSan Ciro a mwdcyGrottaglie (ultima domenica di gennaio): Viene allestita in piazza una grande catasta di legno, alla quale poi si dà fuoco. Si svolge anche una processione e si sparano fuochi artificiali.
La mwdcwmwdc0Settimana Santa a mwdc4Francavilla Fontana (marzo o aprile): I riti di questa Settimana Santa sono tra i più famosi della Puglia, caratterizzati dal pellegrinaggio di penitenti scalzi e incappucciati detti "Pappamusci" dal pomeriggio del giovedì al venerdì Santo, alla cui sera vi è la suggestiva Processione dei Misteri, con almeno una statua di cartapesta per ogni Confraternita. Peculiare è l'atto di numerosi penitenti detti "Pappamusci cu lli trai" di trascinare pesanti croci in legno sulle spalle.
La festa patronale di mwddaSan Biagio ad mwddeAvetrana (dal 28 aprile al primo maggio) Ogni anno si ripete, come un rituale dei tempi antichi, lo svolgimento della festa con le manifestazioni civili nei giorni 28 29 e 30 aprile e 1 maggio, in cui si svolge la lunga processione (28 aprile) che accompagna la statua del Santo Patrono San Biagio e quella del compatrono mwddiSant'Antonio di Padova attraversando le vie di Avetrana.
Il Torneo dei Rioni di Oria (seconda settimana di agosto): È una manifestazione in costume, di ambientazione mwddgmedievale, che si svolge in due giorni: sabato si tiene il mwddkcorteo storico per le vie cittadine e domenica si giocano le gare tra i quattro rioni della città, per l'assegnazione del mwddoPalio.
mwddwMaggio della mwdd0Madonna Odigitria a mwdd4Villa Castelli (tutto il mese di maggio): La statua della Vergine viene portata in trionfo lungo le vie della città e viene ospitata di casa in casa per tutto il mese Mariano.
La mwdeamwdeeDanza delle spade a mwdeiTorrepaduli (15 e 16 agosto): È un ballo della "Notte di mwdemSan Rocco" in cui, al ritmo incalzante dei mwdeqtamburelli, coppie di uomini mimano un mwdeuduello danzando e mwdey"sfidandosi" con le braccia e le mani.
La mwdegmwdekCavalcata dei Devoti a mwdeoOstuni (26 agosto): È un antico rito dei festeggiamenti per il patrono mwdesSant'Oronzo. La Cavalcata di sant'Oronzo è una sfilata di cavalli e cavalieri, bardati con gualdrappe e divise rosse ricche di ricami e lustrini. Di particolare interesse è anche lo svolgimento di due fiere in contemporanea, nei tre giorni di festa.
La mwdfefesta patronale di Santa Domenica a mwdfiScorrano (dal 5 al 7 luglio): si celebra la mwdfmSanta patrona della Città, mwdfqSanta Domenica. In questi giorni di festa, le ditte di luminarie si sfidano nella creazione di elaborate "parazioni" (in mwdfudialetto locale) ovvero nel costruire grandiose costruzioni in legno ricoperte da migliaia di lampadine.
Fiere
mwdfkmwdfoFiera Campionaria a mwdfsGalatina (giugno)
È una grande vetrina espositiva (63 edizioni) per il Commercio, l'Industria e l'Artigianato, finalizzata alla valorizzazione dei prodotti locali.
mwdf4mwdf8Fiera Pessima a mwdgaManduria (marzo)
È una fiera campionaria generale che tratta della produzione agroalimentare, dell'mwdgiartigianato, del mwdgmcommercio, del tempo libero e dei mwdgqservizi.
mwdgyFiera di S.Lucia a mwdggScorrano (13 dicembre)
suggestiva fiera natalizia per le vie del centro storico di Scorrano. Le luminarie Natalizie e le bancarelle Natalizie nel contesto storico rendono questa fiera unica e molto attesa.
mwdgsmwdgwMercatino del Gusto a mwdg0Maglie (luglio-agosto)
È un percorso enogastronomico per le strade, le piazze, le corti e i giardini della città. La fiera gode anche della collaborazione di mwdg8Slow Food, che porta al Mercatino mwdhamwdheI Presidii del Gusto di mwdhiPuglia.
mwdhqFiera del Sole a mwdhyPulsano (luglio-agosto)
mwdhgFiera di San Cosimo a mwdhoOria
mwdhwmwdh0Fiera dell'Ascensione a mwdh4Francavilla Fontana
mwdiaFiera di Natale a mwdiiSava (dicembre)
mwdiqFiera di S.Biagio ad mwdiyAvetrana (Aprile)
mwdigFiera di S.Vito a mwdioOrtelle (Ottobre)
mwdiw mwdi0Fiera di San Pasquale Baylon a mwdi4Lizzano (17-18 maggio)
mwdjaExpo 2000 a mwdjeMiggiano (3º fine settimana di Ottobre)
Sport
mwdjumwdjyRally del Salento sulle strade della mwdjcprovincia di Lecce (giugno)
è una competizione mwdjkautomobilistica valevole per il Campionato Italiano Rally, per il Trofeo d´Italia Rally GT e per la Coppa Europa Rally.
mwdjsmwdjwRievocazione storica della Milano-Taranto a mwdj0Taranto (luglio)
è la rievocazione della celebre corsa mwdj8motociclistica che si disputò dal mwdka1937 al mwdke1940 e dal mwdki1950 al mwdkm1956, anno in cui una legge dello Stato abolì le gare agonistiche su strada. Sul lungomare della città ionica è posto il simbolico traguardo per i partecipanti.
Folclore
La mwdkcQuaremma (la mwdkgQuaresima)
in vari paesi salentini. Trattasi di un pupo di pezza, una vecchietta vestita di nero "cu lu maccaturu" (fazzoletto nero per la testa) "la scialla" (con lo scialle) e "lu tamantile" (grembiule dalla vita in giu) intenta a filare la lana "cu la cunucchia" (conocchia) e "lu fusu" (il fuso); alla vita sono appesi sette taralli d'orzo senza lievito che vengono tolti uno per settimana in attesa della Santa Pasqua. La vecchietta non rappresenta altri che la Quaresima e viene esposta il mercoledì delle Sacre Ceneri all'angolo di una strada o sui balconi, in varie cittadine salentine per poi essere bruciata la sera del sabato Santo in pubblica piazza. Nei paesi della mwdkoGrecìa Salentina, le vecchiette si espongono in gruppi di tre poiché la tradizione si rifà a mwdksCloto, mwdkwAtropo e mwdk0Lachesi, le mwdk4Moire greche intente a filare lo stame della vita arrotolandolo sul fuso e reciderlo a seconda della lunghezza di vita assegnata a ogni uomo.
Elenco completo dei comuni salentini
Comuni salentini appartenenti alla provincia di Brindisi
mwdliBrindisi, mwdlmCarovigno, mwdlqCellino San Marco, mwdluCeglie Messapica, mwdlyErchie, mwdlcFrancavilla Fontana, mwdlgLatiano, mwdlkMesagne, mwdloOria, mwdlsOstuni, mwdlwSan Donaci, mwdl0San Michele Salentino, mwdl4San Pancrazio Salentino, mwdl8San Pietro Vernotico, mwdmaSan Vito dei Normanni, mwdmeTorchiarolo, mwdmiTorre Santa Susanna, mwdmmVilla Castelli.
Comuni salentini appartenenti alla provincia di Lecce
(intera provincia)
mwdmcAlessano, mwdmgAlezio, mwdmkAlliste, mwdmoAndrano, mwdmsAradeo, mwdmwArnesano, mwdm0Bagnolo del Salento, mwdm4Botrugno, mwdm8Calimera, mwdnaCampi Salentina, mwdneCannole, mwdniCaprarica di Lecce, mwdnmCarmiano, mwdnqCarpignano Salentino, mwdnuCasarano, mwdnyCastri di Lecce, mwdncCastrignano de' Greci, mwdngCastrignano del Capo, mwdnkCastro, mwdnoCavallino, mwdnsCollepasso, mwdnwCopertino, mwdn0Corigliano d'Otranto, mwdn4Corsano, mwdn8Cursi, mwdoaCutrofiano, mwdoeDiso, mwdoiGagliano del Capo, mwdomGalatina, mwdoqGalatone, mwdouGallipoli, mwdoyGiuggianello, mwdocGiurdignano, mwdogGuagnano, mwdokLecce, mwdooLequile, mwdosLeverano, mwdowLizzanello, mwdo0Maglie, mwdo4Martano, mwdo8Martignano, mwdpaMatino, mwdpeMelendugno, mwdpiMelissano, mwdpmMelpignano, mwdpqMiggiano, mwdpuMinervino di Lecce, mwdpyMonteroni di Lecce, mwdpcMontesano Salentino, mwdpgMorciano di Leuca, mwdpkMuro Leccese, mwdpoNardò, mwdpsNeviano, mwdpwNociglia, mwdp0Novoli, mwdp4Ortelle, mwdp8Otranto, mwdqaPalmariggi, mwdqeParabita, mwdqiPatù, mwdqmPoggiardo, mwdqqPorto Cesareo, mwdquPresicce-Acquarica, mwdqyRacale, mwdqcRuffano, mwdqgSalice Salentino, mwdqkSalve, mwdqoSan Cassiano, mwdqsSan Cesario di Lecce, mwdqwSan Donato di Lecce, mwdq0San Pietro in Lama, mwdq4Sanarica, mwdq8Sannicola, mwdraSanta Cesarea Terme, mwdreScorrano, mwdriSeclì, mwdrmSogliano Cavour, mwdrqSoleto, mwdruSpecchia, mwdrySpongano, mwdrcSquinzano, mwdrgSternatia, mwdrkSupersano, mwdroSurano, mwdrsSurbo, mwdrwTaurisano, mwdr0Taviano, mwdr4Tiggiano, mwdr8Trepuzzi, mwdsaTricase, mwdseTuglie, mwdsiUgento, mwdsmUggiano la Chiesa, mwdsqVeglie, mwdsuVernole, mwdsyZollino.
Comuni salentini appartenenti alla provincia di Taranto
mwdskAvetrana, mwdsoCarosino, mwdssFaggiano, mwdswFragagnano, mwds0Grottaglie, mwds4Manduria, mwds8Maruggio, mwdtaMonteiasi, mwdteMonteparano, mwdtiPulsano, mwdtmLeporano, mwdtqLizzano, mwdtuRoccaforzata, mwdtySan Marzano di San Giuseppe, mwdtcSan Giorgio Ionico, mwdtgSava, mwdtkTaranto, mwdtoTorricella.
Comuni geograficamente parte del Salento e culturalmente compresi in altre aree
Geograficamente, rientrano nel territorio della penisola salentina alcuni comuni della mwdt0Valle d'Itria: mwdt4Martina Franca (TA), mwdt8Cisternino e mwduaFasano (BR) e mwdueLocorotondo (BA) e alcuni comuni a nord di mwduiTaranto: mwdumStatte, mwduqCrispiano, mwduuMassafra. Tuttavia questi comuni presentano caratteristiche culturali e folcloristiche più ascrivibili all'area centrale del territorio pugliese con influenze salentine più o meno marcate; pertanto si è soliti non inserirli tra i comuni del Salento.
Filmografia
Cinema
• mwdzimwdzmItalian Sud Est di Fluid Video Crew, mwdzu2003
• mwd1umwd1yFine pena mai di Fluid Video Crew, mwd1g2007
• mwd18mwd2aNe te retourne pas (Non voltarti) di mwd2eMarina De Van, in lavorazione
Serie TV
Letteratura
• mwd5amwd5eLascia stare la gallina di mwd5iDaniele Rielli (mwd5mBompiani, mwd5q2015), romanzo in cui si intrecciano vite, linguaggi e personaggi salentini.
• mwd5yLo Balzino di mwd5cRogeri de Pacienzia di Nardò, mwd5g1498. Vi si racconta in ottave la vita di mwd5kIsabella Del Balzo Orsini, principessa di Taranto, dalla nascita fino al viaggio trionfale da Lecce a Napoli, dove l'attendeva il marito mwd5oFederico d'Aragona, appena coronato re di Napoli.
• mwd5wDe situ Japigiae di mwd50Antonio De Ferrariis, il Galateo, mwd541558. Costituisce la prima descrizione fisica e culturale del Salento, compiuta dal celebre umanista di Galatone nella prima metà del Cinquecento.
• mwd6aLecce Sacra di Giulio Cesare Infantino, Lecce mwd6i1634. L'elenco di tutte le innumerevoli chiese, conventi e cappelle presenti a Lecce nel 1600.
• mwd6qIl Tancredi di mwd6uAscanio Grandi, mwd6y1636. Poema eroico in venti canti in ottave di ventitremila versi, ove si celebra il re normanno mwd6cTancredi di Lecce. Nelle intenzioni dell'autore, l'opera avrebbe dovuto competere con la mwd6gGerusalemme liberata di mwd6kTorquato Tasso.
• mwd6smwd6wIl castello di Otranto (mwd60The Castle of Otranto) di mwd64Horace Walpole, mwd681764. È considerato il primo mwd7aromanzo gotico.
• mwd7iNostra Signora dei Turchi di mwd7mCarmelo Bene, mwd7q1965. Romanzo ispirato alla presa di Otranto del mwd7u1480, fu messo in scena dall'autore stesso a teatro nel mwd7y1966 e in seguito ne diresse il film, vincendo alla XXIX mwd7cMostra del cinema di Venezia il premio speciale della giuria.
• mwd7kL'ora di tutti è un romanzo della scrittrice italiana Maria Corti, pubblicato nel 1962, ispirato alle vicende della battaglia di Otranto, con la quale i Turchi espugnarono nel 1480 la città salentina, che all'epoca era uno dei porti più importanti della regione. Il romanzo segue, con gli occhi e le parole di cinque personaggi coinvolti nella storia, il dipanarsi delle varie fasi della battaglia, dall'assalto alla valorosa resistenza alla resa finale. Il romanzo è quindi suddiviso in cinque racconti reciprocamente intrecciati. Ogni racconto è narrato in prima persona dai vari protagonisti, e sono legati a varie vicende (la battaglia contro il nemico comune, la difesa della propria città e dei propri valori, ecc.).
Note
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cite-note-2321. ↑ A tal proposito, alcuni studiosi distinguono fra una mwed8forma forte ed una mweeadebole del concetto astratto di mweeesalentinità, associando alla prima la provincia di Lecce e le zone del brindisino e del tarantino, caratterizzate dalla compresenza di tutti i tratti caratteristici (primo tra tutti, il dialetto), mentre in una definizione più mweeidebole ricadrebbero le altre aree più settentrionali, nelle quali si osserva la presenza solo di alcuni elementi ritenuti caratterizzanti.
cite-note-2422. ↑ Per approfondire si consiglia "mweeyRicerca sul verbo nel dialetto tarentino" di Rosa Anna Greco, "mweecNuovi contributi per la storia della lingua a Taranto" di Giovan Battista Mancarella e "mweegAjère e ôsce - Alle radici del dialetto tarantino" di Giancinto Peluso
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Voci correlate
• mwevaCastelli del Salento
• mweviCucina salentina
• mwevqDialetto salentino
• mwevyGrecìa salentina
• mwevgChiese bizantine nel Salento
• mwevoUniversità del Salento
Altri progetti
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSalento, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itSalentina, Penìsola-, su sapere.it, De Agostini.